Frattesi: «Italia, così si batte la Spagna»

Il centrocampista: «Sono individualmente più forti, puntiamo sullo spirito di sacrifico». Spalletti pensa alla novità Cristante
ISERLOHN (GERMANIA). La Spagna si può battere ma «serve lo spirito italiano». Carattere, polmoni e voglia di stupire, firmati Davide Frattesi che, in vista della seconda sfida dell’Italia agli Europei di calcio in Germania contro le “Furie rosse” a Gelsenkirchen (giovedì alle 21), traccia la strada che gli azzurri devono seguire se vogliono portare a casa un risultato positivo. L’Italia, avverte il centrocampista dell’Inter diventato un punto fermo del commissario tecnico Luciano Spalletti, non dovrà cercare di vincere i duelli individuali ma dovrà puntare sul carattere e la predisposizione al sacrifico e alla lotta.
«Soprattutto in questo momento la Spagna individualmente è avanti rispetto a noi, dobbiamo metterla in campo sullo spirito e sul sacrifico in campo», spiega Fratesi in conferenza stampa a Iserlohn, quartier generale degli azzurri in Germania, «e così speriamo di vincere. Se la mettiamo sul piano dei duelli sarà difficile, Rodri è il centrocampista più forte del mondo». Con la Roja sarà una partita diversa rispetto al match d’esordio vinto contro l’Albania: «Sicuramente con la Spagna avremo meno possesso rispetto all’Albania, ci sarà da essere più attenti in fase difensiva, ma avremo anche più spazio in attacco e dovremmo essere bravi sfruttare le occasioni che ci lascerà la Spagna. I punti di forza della Spagna sono il palleggio», continua l’azzurro, «e la fase di possesso, la Spagna è una grande squadra e non concederà tante occasioni».
Tra i temi affrontati da Frattesi, oltre a una digressione sull’intervento politico di Mbappè («È giusto che dica la sua») anche la sua presenza maggiore (e con più gol) in Nazionale rispetto al club e la «marcatura a uomo» del ct durante la prima partita: «Spalletti mi richiama spesso? La prendo bene, vuol dire che ha fiducia in me». E sul giocare meno all’Inter: «Credo non sia mai facile calarsi il primo anno in una squadra arrivata in finale di Champions, la mia gestione di parte di Inzaghi credo sia stata giusta. Forse dovrei mettermi la maglia della Nazionale sotto quella dell’Inter. Il blocco Inter? Essere stati insieme tutto l’anno aiuta molto», dice Frattesi, «a volte non c’è nemmeno bisogno di parlarsi, tutto viene in automatico. Un po’ come per me in certe azioni con Scamacca. Qualcosa di quanto fatto all’Inter ce lo siamo portati qui». E sul sentirsi più riposato di altri dice: «A metà. La cosa stancante di una stagione spesso sono i viaggi. Poi uno più gioca, più prende condizione; e si è stanchi più che altro a livello mentale. Sarebbe sempre meglio il contrario».
Intanto ieri è entrata nel vivo la preparazione della sfida contro la Spagna. Tutti in campo gli azzurri nell’allenamento a tre giorni dalla sfida dal secondo match degli Europei. La seduta, programmata per le 17, è iniziata un quarto d’ora più tardi perché il ct ha riunito il gruppo squadra nello spogliatoio per parlare. Nei 15’ riservati alla stampa la Nazionale italiana agli ordini del ct prima ha fatto il consueto riscaldamento con cambi di direzione e poi ha cominciato subito con una partitella a campo ridotto con Barella unico ad allenarsi con la pettorina arancione probabilmente per prestarsi ad alcune prove tattiche. Spalletti contro le “Furie rosse” dovrebbe riproporre la formazione che ha ribaltato l’Albania con una possibile novità, quella del romanista Cristante al posto proprio di Frattesi o di Pellegrini, per cercare di dare più forza al centrocampo e chiudere meglio gli spazzi agli avanti di Lopetegui.
Angelo Caradonna

