Galano esulta: «Finalmente in biancazzurro»

L’attaccante si presenta: «In passato vicinissimo al Delfino, adesso voglio togliermi tante soddisfazioni»
PESCARA. I riflettori erano tutti per lui. La doppia seduta di ieri ha inaugurato il ritiro di Palena e Cristian Galano era il sorvegliato speciale. Accostato al Pescara da almeno quattro anni, il “Robben della Capitanata”, questo il suo soprannome, potrà finalmente far sognare i tifosi biancazzurri con i suoi colpi di classe cristallina. «In passato sono stato corteggiato spesso dal Pescara», conferma il 28enne attaccante foggiano che si è ispira all’ex ala del Bayern Monaco, «ma poi le trattative non sono andate a buon fine. Stavolta non mi sono fatto scappare l'opportunità». Nel torneo scorso solo 17 gare da titolare (in totale 1.441 minuti in campo e 3 gol) con il Foggia retrocesso in C. Galano ha tanta voglia di riscatto. «Ho giocato poco e non per colpa mia. Mi ha fatto molto male, però il passato è ormai alle spalle». Nel club della sua città avrebbe voluto coronare il sogno di conquistare la A. Invece, paradossalmente, l’ambientamento è stato molto problematico. Poco feeling con Gianluca Grassadonia e Pasquale Padalino, i due tecnici che si sono alternati sulla panchina rossonera, e soprattutto il modulo spesso utilizzato da entrambi (il 3-5-2) che di certo non esalta le caratteristiche dell’esterno offensivo. La carriera. Cristian inizia a giocare da bambino nella Gioventù Calcio Foggia. Quando ha 11 anni lo nota un osservatore del Bari che lo porta nel capoluogo pugliese. Dopo la trafila nelle giovanili, il 23 maggio del 2009 l’ex tecnico biancorosso Antonio Conte lo fa esordire in B contro la Salernitana. Poi torna nella Primavera e nel 2010 va in prestito al Gubbio in C1 (5 gol in 30 presenze). A fine campionato rientra al Bari dove milita fino all’estate del 2018, salvo due parentesi nel Vicenza. Due stagioni fa, la sua migliore annata (15 reti in 33 partite) con i galletti guidati dall’allenatore pescarese Fabio Grosso e il successivo passaggio al Parma. Il resto è storia recente con le delusioni di Foggia e i duri attacchi dei tifosi rossoneri per il suo trasferimento al Pescara. «Non mi interessa, questo è il mio lavoro. Come Foggia e Bari, Pescara è una piazza passionale ed esigente, sono abituato alle pressioni e spero di regalare tante gioie ai miei nuovi tifosi». Obiettivo promozione. L’adattamento sarà velocissimo. «Conosco Fiorillo e tanti altri, ci siamo sfidati molte volte. Zauri? Lavoro con lui da pochi giorni, ma si vede che è intelligente e preparato. Dobbiamo seguirlo, insieme ci toglieremo delle belle soddisfazioni». Una carriera quasi tutta spesa in B (250 gare e 55 gol), ora Cristian vuole il grande salto con il Pescara.
Giovanni Tontodonati
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