Galano illumina un Pescara efficace
I biancazzurri aspettano e ripartono, punendo gli errori di un Livorno inguardabile
Una boccata d’ossigeno, tanto necessaria quanto salutare. Dopo oltre un mese e mezzo - l’ultima volta 2-1 a Empoli il 9 novembre - il Pescara torna al successo. Sempre fuori casa, ancora in Toscana.
Il tempo dirà se quella di Livorno è stata vera gloria, sta di fatto che i biancazzurri tornano a casa con il massimo in una trasferta in cui avevano tutto da perdere. Il Pescara gioca sulla disperazione e sui difetti del fanalino di coda della serie B. Lo fa con intelligenza: dandogli inizialmente il pallino del gioco in mano e aspettando l’errore congenito di una squadra, quella labronica, imbarazzante sul piano tecnico e agonisticamente svuotata nonché lasciata all’abbandono dai tifosi in sciopero. In poche parole allo sbando.
Al Pescara bastano un paio di lampi. Vittoria al sicuro già alla mezzora grazie a una prodezza di Galano (al 10’ dal limite) di sinistro e a un rigore trasformato da Maniero al 29’ dopo un fallo su Busellato. In entrambe le occasioni il laterale sinistro labronico Porcino è quantomeno ingenuo e decisivo. E così l’ultima trasferta dell’anno solare diventa una passeggiata di salute per un Delfino in difficoltà, reduce da tre punti in cinque partite. La luce in fondo al tunnel si intravede, magari sarà ancora più chiara bissando il successo del boxing day domenica contro il Chievo (alle ore 12,30) all’Adriatico-Cornacchia. Altri tre punti in classifica che riportano i biancazzurri in zona play off. Zauri dal canto suo puntella la panchina con una prestazione efficace. Affidandosi alle certezze maturate fin qui sul piano tattico, ovvero confermando il modulo ad albero di Natale, il 4-3-2-1. Una base fondamentale e irrinunciabile, tanto più se di fronte c’è una squadra che concede spazi. E se domenica aveva brillato la stella di Machìn, al Picchi tocca a quella di Cristian Galano splendere. Il campo e il tempo confermano che le fortune del Delfino sono sempre più legate alle gesta della premiata ditta Machìn&Galano. Questa volta a creare spazi per i giocatori di maggior qualità in rosa c’è Maniero, rilanciato dall’inizio a scapito dell’acerbo Borrelli. Il centravanti è l’unica novità nella formazione iniziale che per il resto è la stessa di domenica scorsa. C’è anche Cristiano Del Grosso in campo che a 36 anni viene confermato per la seconda gara di fila dopo mesi di naftalina. Il Pescara ha il merito di non strafare, di stare in campo con lucidità. Appena un lampo per il Livorno, rimaneggiato e schierato con il 3-5-2, dopo 27 secondi quando Kastrati respinge sul diagonale dell’ex Marras. Poi, il giochetto viene facile, perché il Livorno è tanto disperato quanto scarso. È ultimo in classifica non a caso. E il Pescara l’attende e poi riparte fino quando Galano al 15’ va in doppia cifra personale con un bel sinistro dal limite. Al 29’ il raddoppio di Riccardo Maniero con lo sbadato Porcino che va a tamponare Busellato in area. Dal dischetto lo 0-2 che rilancia il Pescara, ora ai margini della zona play off, e puntella la panchina di Zauri; nel 2014 l’ultimo successo biancazzurro al Picchi con il 2-1 firmato da Maniero (doppietta). Un pomeriggio sereno e confortante per il Pescara macchiato dal botta e risposta tra il tecnico e il capitano Memushaj al momento della sostituzione dell’albanese. Per la sesta volta Memushaj lascia anzitempo il campo e lo fa notare quando torna in panchina scalciando una borsa; dura la replica di Zauri: «Abbi rispetto dei tuoi compagni». Alta tensione, un caso che nei prossimi giorni andrà risolto, così come andrà approfondito il momento di nervosismo vissuto a fine partita da Kastanos e Crecco.
Domenica ci sarà la possibilità di chiudere il girone d’andata in bellezza contro il Chievo per aprire un nuovo orizzonte, perché non è il Livorno che può dire se il Pescara è guarito definitivamente.
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