Galeone: «Palermo e Brescia più forti, ma...»

In tribuna l’ex tecnico biancazzurro accolto da una standing ovation: «Il Pescara è una mina vagante»
PESCARA. È sempre un piacere rivederlo e ascoltare i suoi commenti. Figuriamoci se si trova a Pescara, dove ha trascorso anni magnifici scrivendo la storia calcistica della società biancazzurra. Giovanni Galeone, il principale artefice di due promozioni in serie A del Delfino (’86-87 e ’91-92) per la prima volta in questa stagione presente all’Adriatico. Il suo arrivo porta fortuna all’undici di Bepi Pillon e molti gli chiedono di tornare presto allo stadio. Amante del calcio offensivo, della tecnica e della spregiudicatezza, il 78enne allenatore appare un po’ contrariato per lo spettacolo offerto da Pescara e Spezia nel corso della prima frazione di gioco. «Per 45 minuti ho visto due squadre molto bloccate», dice Galeone, «entrambe aspettavano l’errore dell’avversario per provare ad approfittarne, anche se il Pescara ci ha provato un po’ di più rispetto allo Spezia. La compagine ligure non mi ha fatto una buona impressione, eppure è in piena zona play off. Quando hai un centravanti come Galabinov e non riesci a mettere almeno due o tre volte il pallone al centro con qualche cross significa che qualcosa non sta andando per il verso giusto». Nel secondo tempo, però, il Pescara attacca con maggiore convinzione e qualche bella giocata si vede. «Sì, nonostante l’assenza di Brugman ho visto qualcosa di buono. Bruno è un giocatore molto ordinato, a me è piaciuto, ha disputato una buona gara. Poi c’è Memushaj, tra i migliori sul piano tecnico, che per me è di categoria superiore».
Il discorso si sposta sulle chance che il Pescara ha di salire in serie A. «Non so se riuscirà a centrare direttamente la promozione. Palermo e Brescia sono più forti, però ai play off il Pescara sarà una mina vagante. E poi c’è Mancuso che fa sempre gol. Paragoni con Rebonato? No, sono diversi. Mancuso non ha la potenza che aveva Rebonato, però è furbo e sa muoversi benissimo in area. Marras? Più un uomo di quantità che di qualità. Corre molto, non è il classico rifinitore, però si dà da fare. Mi è piaciuta la difesa dei biancazzurri, è molto affidabile». Il Pescara è in alto, ma allo stadio Adriatico ci sono pochi tifosi. «Ne parlavo con Sebastiani e mi dispiace molto. Però, se la squadra resterà tra le prime, magari tra un mesetto vedremo almeno 10.000 spettatori all’Adriatico».
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