Galli: «Forse non ero io il problema del Chieti»

5 Giugno 2017

L’ex coach biancorosso parla per la prima volta dopo l’esonero

ROSETO. A dirigere i lavori della Nazionale under 19 a Roseto in questi giorni per preparare il prossimo mondiale egiziano, c’è coach Massimo “Cedro” Galli, al suo ritorno in Abruzzo dopo l’esonero a Chieti dello scorso gennaio. «Sono molto contento», dice, «di esser tornato in questi luoghi per prendere in mano la squadra fino al 26 giugno, quando arriverà coach Capobianco con cui andremo insieme al Cairo».
Questo lavoro con la Nazionale la riporta a lavorare con queste giovani speranze del nostro basket: sensazioni?
«C’è grande soddisfazione per essere stato chiamato a questo incarico, sono contento d’aver trovato un gruppo che sta dandoci grande disponibilità ad allenarsi per migliorare; è chiaro che il percorso da qui al primo luglio quando inizieranno i mondiali, dovrà completarsi con l'arrivo di quei giocatori attualmente impegnati tra campionati e play-off».
Con quali obiettivi partirà la spedizione azzurra?
«L'obiettivo è di fare il meglio possibile: due anni fa questa nazionale era arrivata sesta ai mondiali dopo che per molti anni non si era neanche qualificata, per cui in termini di risultato vogliamo riconfermarci al vertice della pallacanestro mondiale, come vuole la nostra tradizione sportiva».
La sua presenza in Abruzzo ci porta ovviamente anche a parlare dell’esperienza a Chieti, conclusasi con un esonero che non è servito, visto che la squadra alla fine è retrocessa.
«C’è grande dispiacere soprattutto per i tifosi che malgrado la decisione della società mi sono stati molto vicini, ho ricevuto tanti messaggi che mi hanno fatto capire che il lavoro che stavo portando avanti era apprezzato e non di certo di bassa qualità. Purtroppo quell’esonero è arrivato in un periodo difficile, basti pensare che per un mesetto non abbiamo avuto neanche il palazzetto tra neve e freddo: eppure avevamo vinto due scontri diretti con Forlì e Ferrara perdendo con Trieste in casa ma giocandocela, poi c’è stata la sconfitta a Jesi che arrivava da una vittoria importante a Treviso: insomma, c’era qualche difficoltà, ma francamente ancor oggi mi sembra sia stata una decisione un po’ affrettata. Non sta a me stabilire se fosse giusta o no, ma i fatti poi hanno detto che il problema forse non ero solo io».
Con lei al timone ci sarebbe stata la salvezza?
«Chissà? Certo che nei due anni precedenti avevamo sempre fatto un girone di ritorno in grande crescita sia per gioco che per risultati, ma di ciò che è successo dopo di me non sono responsabile e quindi non saprei dire».
Lei ha ancora un anno di contratto con Chieti, per il quale sembrano riaprirsi le porte per un ripescaggio.
«Mi auguro che questo ripescaggio possa davvero arrivare; non so se nel mio futuro sarà ancora Chieti, ad oggi sono sotto contratto con la società che può esercitare la clausola in uscita che scadrà proprio nei prossimi giorni. Io sono qui, e aspetto». (m.r.)
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