Galli: «Un maledetto secondo quarto»

1 Febbraio 2016

Per il coach della Proger la squadra ha perso la testa e non ha più recuperato

CHIETI. Onesto e lucido. Il coach della Proger Chieti Massimo Galli non usa troppi giri di parole e va subito al sodo. «Peccato per la sconfitta. Nel secondo quarto abbiamo perso la testa. Non dovevamo preoccuparci delle decisioni arbitrali o delle reazioni del pubblico. Abbiamo perso la testa ed è arrivato il break decisivo per il risultato finale», osserva l’allenatore delle Furie. «Poi, con il passare dei minuti, siamo pian piano venuti fuori e abbiamo reagito, però ripeto che il calo di tensione nel secondo quarto è stato fatale». Tante le proteste del pubblico nei confronti degli arbitri. «Ci siamo preoccupati troppo dell’arbitro invece di pensare al campo. Quando perdevamo palla la colpa non era mica dell’arbitro. Sicuramente abbiamo provato ad acciuffarla, ma non ci siamo riusciti». Chieti si ferma di nuovo, ma c’è anche qualche attenuante: «Armwood non era in perfette condizioni, ma ha dato tutto quello che aveva, ha dato il cuore».

Umore completamente diverso per Giampiero Ticchi, il coach di Imola, che da queste parti ha già vinto una medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo di Pescara 2009, alla guida della Nazionale femminile. «Siamo stati determinati. Sapevamo bene che la Proger poteva metterci in difficoltà ed è stato così. Nonostante la lunga pausa, dettata dal problema al tabellone segnapunti, i miei ragazzi sono rimasti concentrati. Siamo stati sempre avanti, ma nell’ultimo quarto Chieti ci ha messo in difficoltà e abbiamo rischiato di perdere la partita. Non ho mai pensato di averla vinta dopo i primi due quarti, perché la Proger è una squadra che può metterti sotto. Nell’ultimo minuto di gioco, dopo il fallo antisportivo fischiato a Washington, abbiamo rischiato di buttare all’aria la vittoria». (l.d.m.)

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