Gattuso: conta solo vincere

10 Dicembre 2017

Il tecnico passa alla difesa a quattro e mette Borini e Suso al fianco di Kalinic

CARNAGO (VARESE). La stagione del Milan è una corsa contro il tempo. Dieci giorni fa Vincenzo Montella ha esaurito il suo, e non abbonda nemmeno quello a disposizione di Rino Gattuso per risollevare una squadra in crisi di risultati, d'identità e in condizioni fisiche rivedibili.
Dopo il pareggio beffa di Benevento e la figuraccia di Rijeka («Mi brucia perché il Milan non aveva mai perso con una squadra croata»), Gattuso per la prima volta va in panchina a San Siro, dove è stato protagonista da calciatore per 13 anni, ma sa che non ci sarà troppo spazio per i ricordi. «L'emozione durerà un paio di minuti, conta solo vincere questa partita», assicura l'ex mediano alla vigilia della sfida con il Bologna di un'altra icona del passato rossonero, Roberto Donadoni, capace di conquistare gli stessi 21 punti del Milan, ben 12 in trasferta. Non è esattamente l'avversario più facile contro cui cercare la svolta, prima di una settimana che si annuncia amara con il “no” in arrivo dalla Uefa al Voluntary Agreement. «Dai miei mi aspetto rabbia: non dobbiamo abbatterci al primo schiaffo ma reagire con veemenza», spiega Gattuso, consapevole della necessità di badare al sodo. «Di riffa o di raffa, conta vincere, a ogni costo», avverte, ammettendo che per la condizione fisica ideale «serve un mese e mezzo, ma non deve essere un alibi. In questo momento non c'è tempo, e nemmeno tanta pazienza». Il successore di Montella accantona la difesa a tre, e dice di «non aver visto facce sbalordite» quando l'ha annunciato ai giocatori: «Se lo aspettavano».
«I meccanismi non erano perfetti e per il mio calcio serve una gamba importante», aggiunge Gattuso, che ha aumentato i carichi di lavoro e ora chiede a chi andrà in campo di «mettere una pezza, nascondere le problematiche, dando tutti qualcosa in più».
Con l'auspicio che «il pubblico non contesti alle prime difficoltà».
L'allenatore fa appello soprattutto a chi «sta bene fisicamente, ha entusiasmo ed esperienza», sperando in una reazione di chi finora ha reso in maniera insufficiente rispetto ad aspettative e costi. «Non ho detto alla società che Calhanoglu e André Silva devono andare via. Sono falsità» chiarisce, specificando che il turco si è fatto male a un polpaccio nel primo allenamento della nuova gestione, e che il portoghese «è molto forte». Intanto al centro del tridente ci sarà Kalinic, con al fianco Borini e Suso, che nel momento di massima difficoltà vede positivo. «Mai fermarsi. I tempi duri diventeranno belli...». Ma il tempo al Milan scarseggia.
Paolo Cappelleri