Gattuso: «Il derby è come una finale»

4 Marzo 2018

Alle 20,45 Milan-Inter. Spalletti: «Voglio una squadra con la faccia cattiva». Icardi c’è

MILANO. L’attesa è spasmodica. Stasera (ore 20,45) al Meazza derby decisivo per le sorti di Milan e Inter. In caso di successo i rossoneri riaprirebbero definitivamente la corsa al quarto posto acuendo la crisi dei nerazzurri. Sulla sponda opposta, Spalletti non ha nessuna intenzione di alimentare le speranze del Diavolo.
Rino Gattuso va dritto al punto. «Il derby è come una finale»: non ha alibi per i 120' più rigori con cui mercoledì ha conquistato la semifinale di coppa Italia, né può sbagliare a differenza degli avversari, quarti con 7 punti di vantaggio. «Ciò che più temo dell'Inter è Spalletti: ha fatto tanti derby a Roma, ha esperienza» ha notato l'ex mediano rispondendo ai complimenti del collega, che a sua volta gli ha riconosciuto maggior confidenza con il derby di San Siro. «Ma a viverli da allenatore si fa più fatica. Sento che siamo favoriti e non mi piace», ha frenato Gattuso, che vuole «11 avvelenati» in campo: «Ci giochiamo tutto. Dobbiamo essere umili. L'Inter può ancora sbagliare, noi no. Non dobbiamo avere il braccino, né voglio sentire la parola stanchezza. Abbiamo speso tanto ma queste partite vanno giocate con veemenza». A due mesi dal derby di dicembre, domani si rivedrà a Milanello Li Yonghong. Dopo il «forza Milan!» esclamato davanti alle telecamere dopo l'atterraggio a Malpensa, il presidente parlerà alla squadra poche ore prima della partita. «È un segnale importante per tutti quelli che lavorano al Milan», ha notato Gattuso, che nelle scorse settimane ha difeso il club davanti alle indiscrezioni sulla scarsa solidità finanziaria.
Intanto dovrebbe toccare a Cutrone cominciare da titolare al centro dell'attacco in un San Siro che va verso il tutto esaurito: record d'incasso in Serie A per il Milan, che al momento sfiora i 4 milioni. Out Abate (guaio al polpaccio sinistro, Calabria sarà terzino destro.
Qui Inter. Mostrare la faccia cattiva al Milan e non solo: Luciano Spalletti affronta il derby facendo leva su quella cattiveria necessaria per vincere le partite. Icardi è prontissimo, a caccia del 100° gol in A, per tornare a essere protagonista. Come nella partita d'andata - il 15 ottobre scorso - quando mise a segno la tripletta rimasta nel cuore dei tifosi.
Il Milan arriva da una corsa vincente, l'Inter arranca ma potrebbe trovare quella scintilla capace di accendere un grande fuoco. Sullo sfondo le società cinesi. Yanghong Li è arrivato a Milano e oggi ci sarà, Zhang Jindong seguirà il derby in televisione. Il figlio Steven siederà invece sulle tribune gelate di San Siro. Il club nerazzurro ha i conti in regola, tutto è vero e trasparente: anche Spalletti lo sottolinea con forza. L'allenatore rende omaggio a Rino Gattuso, un tecnico che ha fatto della semplicità la propria arma migliore: «Neanche il suo peggior nemico potrebbe pensare male di lui. Ha fatto molto bene, ha usato le sue armi: la semplicità per ridare entusiasmo, convinzione e carica emotiva ai suoi calciatori». Spalletti vuole vedere nella sua squadra «il coraggio di fare scelte importanti». E potrebbe essere lui stesso a farne, dando una chance da titolare a Karamoh. Borja Valero, convocato, non è al meglio e sulla trequarti potrebbe giocare uno tra Brozovic e Candreva. Sulla sinistra, inamovibile, Perisic che deve riscattarsi dopo prestazioni non all'altezza: «Farà vedere che è tutto risolto». Ma è tutta la squadra a dover dare risposte: «Il derby vale più di una stagione. Vogliamo determinare il nostro destino. «È una partita che determina una pagina di storia».