Gattuso sfida Ancelotti con la vecchia guardia

24 Agosto 2018

Tra i nuovi solo Bakayoko e Higuain al San Paolo contro il suo maestro

MILANO. Napoli all'esordio e poi la Roma, in sei giorni di fuoco. Non è certo un avvio di campionato agevole quello che attende il Milan di Gattuso, che oggi torna a parlare in conferenza stampa dopo venti giorni di silenzio, profilo basso e tanto lavoro sui campi di Milanello. Contro il mentore Ancelotti, domani sera (ore 20,30 diretta tv su Dazn) al San Paolo, Gattuso va sul sicuro: non vuole stravolgere gli equilibri e si affiderà alla continuità, con il collaudato 4-3-3 e l'inserimento di appena due degli otto acquisti estivi. Bakayoko opererà da mezzala sul centrosinistra, per ovviare alla squalifica di Calhanoglu, mentre Higuain sarà il terminale offensivo. Gli altri nuovi, escluso Strinic che dovrà stare fermo per diverse settimane per un problema cardiaco, potranno dare il loro contributo a gara in corso. Soprattutto Castillejo, che nei primi allenamenti ha impressionato Maldini per come «dà del tu» al pallone. Tridenti contro. Moduli a specchio ma interpretazioni diverse dei ruoli. Inciderà sul risultato il derby spagnolo tra Suso e Callejon, che in estate avrebbero anche potuto invertirsi le casacche in uno scambio di mercato: il rossonero, mancino, preferisce la palla tra i piedi e rientrare al centro, l'azzurro ama invece andare in profondità e trovare, spesso di prima, l'assist vincente per gli inserimenti. Bonaventura invece torna all'antico, da esterno puro a sinistra, dove Insigne è diventato uno dei principali talenti italiani, con il suo tiro sul secondo palo che ha già portato al Napoli i tre punti contro la Lazio. E poi i due centravanti, uno erede designato dell'altro al San Paolo: Higuain, il più prolifico in A negli ultimi 5 anni con 111 gol, sfida Milik, due infortuni gravi alle ginocchia ma anche 4 reti nelle ultime 4 gare da titolare. Ma il Milan è concentrato su più fronti: manda il giovane Pobega in prestito alla Ternana, potrebbe cedere Halilovic in Spagna e continua la ristrutturazione societaria, dopo aver affidato a Leonardo e Maldini la gestione dell'area sportiva. Il club attende entro un paio di settimane la risposta del Ceo dell'Arsenal, Ivan Gazidis, per il ruolo di amministratore delegato, posizione che sta ricoprendo ad interim il presidente Paolo Scaroni. Nei prossimi giorni arriverà a Milano anche Kakà, che assisterà a San Siro alla gara contro la Roma di venerdì sera e poi passerà un breve periodo di apprendistato, da «stagista», al fianco di Leonardo per imparare il mestiere del direttore sportivo. A settembre potrebbe rientrare in società anche Christian Abbiati, che aveva lasciato l'incarico di Club Manager poco più di un mese fa: in programma infatti c'è «un caffè» con Maldini e Leonardo a Casa Milan per trovare una posizione più adeguata. Perché, Leonardo dixit, «non esiste una squadra vincente senza una società forte».
Di fronte domani sera il Milan troverà un amico, quel Carlo Ancelotti con cui in passato ha conquistato diversi trofei.
«Il fatto di venire a Napoli era prima di tutto il fatto di voler tornare in Italia e parlare italiano», ha detto il tecnico dei partenopei a Dazn. «In secondo luogo mi ha convinto il progetto della società. La squadra ha tanta qualità, non ha raggiunto il gradino più alto, ma vi è molto vicina. Spero con le mie capacità di riuscire a portarla sul gradino più alto».
Sull’attuale allenatore del Milan Gennaro Gattuso, ha invece commentato: «A livello caratteriale è sempre lo stesso. Lo si capisce da come gioca la sua squadra: attenta, ben organizzata, compatta, aggressiva; come era il Gattuso giocatore. Me lo immaginavo allenatore? Per certi versi sì e per altri no, quello che portano avanti tutti quelli che fanno questo mestiere è la passione, e lui attraverso la passione è riuscito a costruire una grande carriera».
Angelo Caradonna