Gega: «Sì, ci abbiamo creduto»
Favaro: anche sul piano fisico è andato tutto bene
LONDRA. Michele Rizzo è tornato in nazionale dopo un anno e mezzo, gioca a Leicester. «Mi hanno riempito il telefono di messaggi i miei compagni di squadra, vogliono sapere di questa interpretazione della ruck», sorride.
«Io sono un professionista, quello che lo staff dice io faccio. Siamo stati nella regola», dice Simone Favaro, flanker azzurro. E aggiunge: «Quando siamo rientrati in campo nel secondo tempo eravamo concentrati, certo. Ma c’è differenza fra quando entri all’inizio della partita e non sai cosa ti aspetta, cosa farai, e quando entri nel secondo tempo che lo sai e devi mantenere alta la concentrazione. Loro avevano preparato le contromisure e ci hanno fatto due mete. Crollo sul piano fisico? No, proprio non mi pare, il gps (il sistema di rilevazione che hanno nella maglia i giocatori, ndr) lo confermerà».
Giorgio Bronzini, mediano di mischia azzurro, entrato al posto di Gori al 35’ del primo tempo, era uno dei giocatori, insieme con Parisse, che avrebbe dovuto andare a creare confusione agli avversari nei punti di incontro. «Potevo stare a un metro e mezzo dal pallone, non toccare il mediano in alcun modo, creargli solo confusione. Sì è vero, Conor ci aveva avvertiti. “Vi fischieranno”, ma non ci abbiamo fatto caso. Abbiamo sbagliato solo in un’occasione, Stein ha caricato il mediano e abbiamo preso calcio». E Gori come sta? «Una botta in testa, ma sarebbe potuto rientrare solo che ha sbagliato alcune risposte date all’arbitro che lo interrogava negli spogliatoi. Non sa bene l’inglese, si è espresso male», dice con un sorriso.
Ornel Gega porta otto punti sullo zigomo sinistro. «Non so, forse una tacchettata. Li abbiamo messi in difficoltà, ma non siamo riusciti a concretizzare il gioco fatto nei loro 22. Peccato, alla fine del primo tempo eravamo convinti di farcela». (a.ce.)
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