Gelo e venti siberiani, rinviate gare di slalom speciale e biathlon

PYEONGCHANG (COREA DEL SUD). Venti siberiani fino a 100 chilometri orari che spazzano i campi di gara e tutta la regione di Pyeongchang. Ai Giochi Olimpici invernali in Corea il maltempo continua a...
PYEONGCHANG (COREA DEL SUD). Venti siberiani fino a 100 chilometri orari che spazzano i campi di gara e tutta la regione di Pyeongchang. Ai Giochi Olimpici invernali in Corea il maltempo continua a fare la voce grossa condizionando il programma. In particolare il calendario dello sci alpino è stato smontato e rivoluzionato: tra oggi e domani ci sarà superlavoro per discesisti e slalomisti. Una maratona, una sorta di Olimpiade condensata in 48 ore. C'è da tagliare il traguardo prima che si spegna la fiaccola olimpica, vero limite per qualsiasi gara: il limite sembra lontano, ma visto che per ora il maltempo non dà pace ai Giochi la preoccupazione - se non altro sull'affollamento delle gare - comincia a diventare palpabile. Al Yongpyong alpine centre, dove era in programma lo slalom speciale donne, ieri mattina il vento soffiava a 80 chilometri orari. Impossibile scendere in pista. La gara slitta a domani (prima manche alle 2,15 ora italiana, seconda manche alle 5.45). Pure il biathlon si è dovuto inchinare al vento: salta la 15 chilometri femminile, con Dorothea Wierer tra le favorite, che verrà recuperata stamani alle 9,15 (ora italiana), poco prima che Dominik Windisch scenda in pista nella 20 chilometri individuale (alle 12). Yeongdeung, la dea del vento nella penisola coreana, non ha lasciato stare nemmeno la costa: al parco olimpico di Gangneung, che ospita quasi tutte le strutture per gli sport del ghiaccio, le attività sono state temporaneamente sospese «per garantire la sicurezza di tutto il personale». Il comitato organizzatore ha invitato gli spettatori a rimanere in casa e ha chiuso gli accessi al parco. Anche i Media Center allestiti nelle tensostrutture sui vari campi di gara sono state chiuse fino a quando i venti non si attenueranno. Oggi è previsto un miglioramento delle condizioni meteorologiche.
Euforia Fontana. Un oro anche per le donne, perché «dobbiamo imparare a puntare i piedi e andarci a prendere quello che vogliamo». Arianna Fontana non sa se e quanto il titolo a cinque cerchi conquistato ai Giochi di PyeongChang le cambierà la vita: certo «il sogno inseguito e realizzato» adesso comincia a far sentire il suo sapore dolce. «I maschi ancora prevalgono: per questo spero che tante donne guardando la mia tenacia sappiano andare dirette per la loro strada e se lungo il percorso qualcuno si offende pazienza». Un manifesto femminile per l'ex ragazzina ribelle, che aggiunge: «Il mio carattere mi ha aiutato a raggiungere obiettivi, ad arrivare fino a qui e spero davvero sia di esempio per quanti si tengono tutto dentro». Lei di sicuro no, ha costruito la sua marcia di avvicinamento ai Giochi facendo passare la sua linea, compresa quella di avere l'inseparabile marito (Anthony Lobello) al suo fianco anche come coach. E sono stati mesi di «bisticci e sacrifici, di stress e allenamenti duri» per lei che dopo Sochi aveva pensato di smettere. «Meno male che non l'ho fatto, non sarei qui ora e non avrei questa medaglia al collo». Voluta, costruita passo dopo passo insieme a Anthony: «È anche la sua medaglia».

