Gelsi: «La squadra non ha un leader Zeman? In campo vanno i giocatori»

PESCARA. Prima del pari rocambolesco con la Ternana, c’erano state le sfide incredibili con Frosinone, Salernitana e Virtus Entella. Partite apparentemente chiuse che, invece, il Pescara ha regalato...
PESCARA. Prima del pari rocambolesco con la Ternana, c’erano state le sfide incredibili con Frosinone, Salernitana e Virtus Entella. Partite apparentemente chiuse che, invece, il Pescara ha regalato agli avversari. Due giorni fa la Ternana aveva addirittura ribaltato il punteggio dallo 0-2 al 3-2, poi il gioiello di Valzania ha evitato il clamoroso ko. Michele Gelsi, ex capitano biancazzurro (nove stagioni, oltre 300 gare e 49 reti con la maglia Delfino) non riesce ad accettare la metamorfosi dell’undici di Zeman tra il primo e secondo tempo. «Non so cosa sia accaduto», afferma l’ex allenatore di Francavilla e Giulianova, «ma di sicuro è un problema di testa perché i giocatori del primo tempo erano gli stessi che sono rientrati nella ripresa. In ogni caso, in questa categoria e contro un avversario tutt’altro che irresistibile, quando sei in vantaggio di due reti, è inaccettabile farsi rimontare». Certamente nella seconda parte di gara è stato sbagliato l’approccio. «Ovvio. E non è la prima volta che accade. Ma non venite a dirmi che la responsabilità è di Zeman. Lui aveva preparato bene la gara e la squadra si era portata avanti di due reti. Un allenatore può anche sbagliare, però questo non mi sembra il caso. Il problema non è il boemo. Non bisogna dimenticare che in campo vanno i calciatori. Forse l’unico errore Zeman lo ha commesso in estate quando si parlava tutti i giorni dell’organico troppo numeroso». Gelsi chiarisce la questione. «Il tecnico aveva e ha ragione quando ripete che allenare 31 elementi è molto complicato, però avrebbe dovuto mettere le cose in chiaro durante il ritiro insistendo su questo discorso. Magari poteva dire: io ne alleno 24-25, non uno di più». Il mercato è vicino, tra meno di un mese ci sarà la possibilità di intervenire. «L’unico obiettivo dovrà essere quello di ridurre il numero di calciatori. Al limite, se i dirigenti riusciranno snellire la rosa, potrebbero ingaggiare un esterno offensivo. Per il resto, va bene così, la squadra è molto competitiva». Forse tra i giocatori non c’è una figura carismatica in grado di trascinare i compagni. «Sì, servirebbe un leader in mezzo al campo, un punto di riferimento che possa guidare gli altri».
Infine, un giudizio sullo screzio che ha visto protagonisti Fiorillo, Zampano e Cappelluzzo al termine del match con la Ternana. «Non mi è sembrato un episodio clamoroso, sono cose che andrebbero evitate ma a caldo possono succedere. Aggiungo che un litigio a volte può essere salutare per il gruppo».(g.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

