Genitori al lavoro e Giulio fa la storia

18 Maggio 2016

Brecciarola in festa per l’exploit dello scalatore cresciuto nel Bergamasco

CHIETI. Mentre Giulio trionfa al Giro d'Italia, i suoi genitori sono al lavoro. Ma papà Roberto, dipendente Ater, e mamma Silvana, collaboratrice scolastica, difficilmente riusciranno a dimenticare un martedì pomeriggio speciale. La famiglia Ciccone è in festa e la loro gioia contagia la città di Chieti, soprattutto la contrada Mulino, nella popolosa frazione di Brecciarola, dove il 21enne campione teatino vive. «Ancora non ci credo, sono senza parole», dice papà Roberto, che ha appena finito il turno di lavoro. «Oggi era giorno di rientro in ufficio e non ho potuto seguire la corsa. Non ho potuto nemmeno prendermi un giorno di ferie perché mi ero già preso due giorni la scorsa settimana per seguire Giulio a Roccaraso e Sulmona. Ero con la mia dirigente in uno studio a Pescara, ma davo sempre una sbirciata al mio cellulare per seguire la diretta della gara su Raisport. Quando ho visto mio figlio tagliare il traguardo e alzare le braccia al cielo, mi sono commosso. E non vi dico quante chiamate ho ricevuto!». Roberto ancora realizza quanto accaduto. «Mai avrei immaginato che Giulio potesse vincere una tappa. Prima di iniziare il Giro, aveva avuto la bronchite e io e mia moglie speravamo che riuscisse almeno a mettersi in mostra. Ci ha sopreso davvero».

A Chieti sono tutti pazzi per Ciccone. Nella frazione Brecciarola è in fase di allestimento un fan club dedicato a Giulio e verrà organizzata una festa al rientro a casa del campione. Giulio ha un fratello più grande, Guglielmo, una sorella più piccola, Roberta e una zia, Marina, che ieri ha seguito da casa la tappa da Campi Bisenzio a Sestola. «Ho rischiato l'infarto!», racconta Marina. «Complimenti Giulio, sei stato bravissimo». In lacrime la fidanzata Anna, bergamasca, che ha seguito la gara in diretta da un supermercato insieme al personale del reparto di gastronomia. «Abbiamo tifato tutti insieme, è stato emozionante. Ho pianto di gioia». Gli amici lo hanno soprannominato "geco" perché è uno scalatore e quando corre in salita somiglia all'insetto che si arrampica sui muri. Amico di Giulio da una vita è il teatino Maurizio Formichetti, dirigente della Nippo Vini Fantini, che con il campione della Bardiani Csf ha percorso il giro di ricognizione della tappa di Roccaraso qualche giorno prima della partenza per il Giro. «Umiltà, forza e determinazione sono le caratteristiche principali di Giulio», spiega Formichetti. «E' un ragazzo d'oro che ha fatto benissimo a lasciare l'Abruzzo per andare a correre due anni a Bergamo. Nel 2015 è esploso, vincendo cinque gare e partecipando al Tour de l'Avenir. E' un predestinato». L'amministrazione comunale omaggerà Giulio con una targa ricordo. «Esprimiamo grande soddisfazione per la brillante vittoria del nostro concittadino», dicono il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, e l'assessore allo sport Antonio Viola. «Una vittoria meritata ed entusiasmante per un giovane di grande valore a cui auguriamo una carriera ricca di soddisfazioni». In serata, terminate le interviste e i massaggi del dopo gara, Giulio ha telefonato ai genitori per raccontare le sue emozioni. Papà Roberto, mamma Silvana e tutta Brecciarola non vedono l'ora di riabbracciare il loro campione.

Giammarco Giardini

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