Genoa, tre sberle alla Juve Stop alla fuga bianconera

28 Novembre 2016

I rossoblù annichiliscono la capolista con un primo tempo straordinario Ai bianconeri gira tutto storto: infortuni a Dani Alves (frattura) e Bonucci

GENOVA. Aveva ragione Allegri a non fidarsi del Genoa, ma neppure lui poteva immaginare che la sua Juventus avrebbe potuto soffrire, e perdere, come è accaduto ieri. Sotto di tre gol dopo la prima mezz'ora, dominata dall'avversario che ne avrebbe potuti fare anche quattro, la squadra bianconera non è mai riuscita a rialzare la testa e ha vissuto un pomeriggio da incubo, condito anche dal grave infortunio a Dani Alves (frattura composta del perone). Il Genoa di Juric, che non si è certo scansato, ha giocato nel primo tempo un calcio stratosferico, favorito anche dalla incredibile scarsa vena della capolista. Forse Allegri ha sbagliato a tenere Higuain in panchina all'inizio, ma il Pipita nel tempo che ha giocato non è apparso irresistibile. Meglio per il Genoa, che dopo un periodo opaco è tornato quello che davanti alla sua gradinata Nord ha pareggiato col Napoli e affossato il Milan 3-0. Per la Juventus una battuta d'arresto pericolosa in vista di una serie di impegni difficili. È la terza sconfitta in campionato dopo quelle col Milan e l'Inter - tutte dopo gli impegni di coppa - ma questa è stata così netta che può insinuare un po’ di inquietudine.

Il Genoa passa in vantaggio quando la lancetta dei minuti non è arrivata ancora a tre: Rigoni ruba palla a Bonucci che tenta uno sciagurato dribbling di tacco sulla trequarti, la Juve è sbilanciata e Buffon fa un miracolo sul genoano, ne fa un secondo sulla ribattuta di Ocampos ma si arrende quando la palla arriva a Simeone e l'argentino tira secco in rete. La squadra di Allegri va in bambola per diversi minuti e il Genoa sfiora il 2-0 con azioni prolungate davanti a Buffon, che si salva in modo rocambolesco. Il raddoppio arriva al 13': Lazovic si beve Benatia con un dribbling al limite e mette un cross al centro per Simeone che di testa in tuffo, tutto solo, devia in rete. Al 29' la Juve va sotto tre a zero. Dal corner arriva in area un cross che Burdisso tocca di testa e Rigoni al volo manda a picchiare sulla traversa, la palla cade verso la linea di porta e Alex Sandro tenta il rinvio ma la manda in rete. Era dal 2005 contro il Milan che i bianconeri non prendevano tre gol nel primo tempo. E uno dei successivi contropiede rossoblù avrebbe potuto siglare un punteggio parziale clamoroso se il tiro di Simeone passato tra le gambe di Buffon non fosse stato deviato di poco fuori dai pali. La Juve che va negli spogliatoi, registrando tra l’altro l’ennesimo infortunio (a Bonucci), è annientata dall'avversario. Solo nella parte finale del tempo Hernanes e compagni hanno provato a ragionare, a scuotersi, ma senza esito. Nel finale ci stava anche un rigore per i bianconeri quando Ocampos ha steso da dietro Mandzukic in piena area. Mazzoleni ha fatto proseguire.

La ripresa ha modificato quasi niente mettendo invece in mostra il nervosismo della Juventus ferita. Allegri prova a cambiare qualcosa con Higuain e Sturaro ma l'organizzazione del Genoa le impedisce qualsiasi sortita. La palla del possibile 3-1 arriva a Pjanic che sfiora il palo. La Juve prova a non mollare ma il tempo passa e il gol che riaccende un lumicino di speranza arriva troppo tardi, al 37', con la solita punizione perfetta di Pjanic. Dal 29' la Juve resta in dieci per l'infortunio ad Alves che lascia il campo e non può essere sostituito perché Allegri ne ha già cambiati tre. Il Ferraris è una bolgia quando Mazzoleni fischia la fine dopo 5' di recupero.