Giampaolo lancia la sfida: «Milan, occasione della vita»

23 Giugno 2019

Il nuovo tecnico dei rossoneri si presenta: «Ho lavorato sodo per arrivare qui, sono pronto per guidare una squadra bella e vincente. Contagiato dalla passione di Boban e Maldini»

MILANO. Per Marco Giampaolo allenare il Milan è l’occasione della vita. Dopo una lunga gavetta alla periferia dell’impero da tecnico nomade (è la decima panchina in 15 stagioni), arriva a 51 anni suonati una «grandissima opportunità» di carriera per il tecnico giuliese. Non si nasconde: svela il proprio manifesto filosofico, con le prime considerazioni e i primi pensieri, direttamente dalla sua casa di Giulianova, evidenziando soprattutto la viva speranza di riuscire a costruire un Milan bello da vedere e vincente. «Sono felice e motivato», spiega a Milan Tv, «e non vedo l’ora di cominciare. Ho lavorato sodo e mi sono impegnato tanto per ottenere questa chance. Il mio percorso è stato lungo e sarà ancora lungo perché non si finisce mai di costruire idee e progetti». Primo obiettivo: ricercare un gioco «affascinante» e «appetibile». E attraverso quello arrivare al risultato, come nell’antica tradizione rossonera: «La storia del Milan racconta di un club e di una squadra che ha sempre ricercato la bellezza, l’estetica oltre che il risultato. O meglio, raggiungere il risultato attraverso la bellezza del gioco. Il Milan ha vinto titoli proponendo calcio, adesso non ho la presunzione di paragonarmi a quelle squadre ma quello deve essere l’obiettivo. In quanto a cultura, penso di essere in un club dove c’è conoscenza di cosa significhi giocare a calcio, perché è stato abituato in questo modo». Ad accompagnarlo in questa sfida ci sarà chi ha fatto la storia del Milan: Paolo Maldini e Zvonimir Boban scandagliano il mercato alla ricerca di giocatori di qualità, ma a prezzo accessibile. Il diktat del fondo Elliott è quello di non partecipare ad aste e di fare offerte congrue alla reali valutazioni: ecco così spiegata la rinuncia a Sensi (vicino all’Inter per 30 milioni) e il mancato rilancio su Veretout (c’è la Roma). Si andrà sulle occasioni: in attesa dell’ufficialità di Krunic, il prossimo acquisto potrebbe essere Ozan Kabak, difensore centrale dello Stoccarda. Il turco, millennial del 2000 e quindi in linea con le strategie dettate dalla proprietà, è coperto da una clausola da 15 milioni. «Sono stato colpito», ammette Giampaolo, «dalla serietà di Boban e Maldini, dalla loro competenza e passione. Trasmettono il significato di Milan, di cosa significa giocare nel Milan, allenarlo o far parte di questo club. Sono persone di livello e di spessore. La loro storia racconta molto, così come la loro passione che è stata contagiosa». E mentre il club trova un accordo extra-giudiziale con l'ex amministratore delegato, Marco Fassone, per la risoluzione consensuale del contratto e aspetta il “Consent Award” con la Uefa davanti al Tas per l’esclusione dall’Europa League, Giampaolo sogna l’esordio a San Siro: «Giocare nella Scala del calcio è sempre un’emozione particolare, lo considero lo stadio più affascinante d'Italia».
Angelo Caradonna