Giampaolo, prima da incubo e pensa di cambiare il Milan

Il tecnico molla il 4-3-1-2: «Non è adatto ai nostri attaccanti, la sconfitta fa riflette» I bianconeri fanno festa con l’esordiente Becao. Tudor: «È la giusta mentalità»
UDINE. È buona la prima per l’Udinese di Igor Tudor che all’esordio, in casa, batte il Milan in costruzione di Marco Giampaolo. Decisivo un colpo di testa di Becao al 28’ della ripresa servito in area con un corner battuto da De Paul, appena entrato per Pussetto. «Meglio incontrare il Milan subito che alla decima giornata», aveva affermato il tecnico dei friulani alla vigilia, pensando al tempo necessario al collega, alla prima stagione in rossonero, per trasmettere al meglio la sua idea di gioco alla squadra. È stato profetico. Se anche i rossoneri hanno avuto nel primo tempo le occasioni più nitide per passare in vantaggio, nell’arco dei 90’ il campo ha dato ragione ai bianconeri. E Giampaolo è pronto a cambiare modulo, non convinto dell’interpretazione dei suoi giocatori del 4-3-1-2, con Suso dietro alle due punte: «All’inizio pensavo che Suso fosse il problema, ma anche gli altri devono rendere meglio. Anche Piatek ha caratteristiche diverse, deve giocare nel proprio ruolo, da prima punta. Finora avvisaglie non ne avevo avute, ma ora sono convinto che i tre davanti debbano recitare un copione diverso».
«Perdere non va mai bene, soprattutto se ti chiami Milan, ma questa sconfitta fa riflettere. Voglio un Milan diverso», ha aggiunto il tecnico rossonero nel post partita di Udine, «questa partita mi ha dato molte indicazioni, sono riuscito a leggere quello che la squadra fa bene e quello che fa meno bene. Devo curare qualche dettaglio diverso rispetto a un modo di pensare diverso ma non c’è nulla da buttare di quello fatto fino ad ora. Il risultato è negativo ma ho tanti spunti su cui riflettere. Il possesso palla deve avere uno sviluppo offensivo migliore ma i ragazzi non hanno responsabilità, si tratta di caratteristiche dei singoli giocatori».
Poi sull’episodio da moviola, con Pasqua al Var per il tocco di braccio di Samir valutato involontario: «È un dettaglio che può spostare l’esito della partita ma a mio modo di vedere il fallo di mano in area deve essere una valutazione dell’arbitro, è giusto così».
Infine sul mercato: «Non m’interessa, soprattutto dopo una sconfitta. Sarebbe una mancanza di rispetto nei confronti dei miei calciatori. Faccio altre valutazioni e lo spunto che ricevo da questa partita è la specificità dei singoli giocatori».
Clima opposto in casa Udinese. «Sono stati tutti bravi, faccio i complimenti alla mia squadra. Abbiamo dimostrato di avere una mentalità importante e questa è la chiave», ha affermato Igor Tudor, «era importante non concedere gol e i ragazzi ci sono riusciti, sono contento. De Paul escluso, scelta di mercato? No, solamente scelta tecnica. Tutti hanno fatto bene, gli 11 titolari e anche i tre giocatori entrati a partita in corso». Poi, sul Milan, Tudor è certo: «Farà una grande stagione, ha un allenatore molto bravo e anche in dirigenza Maldini e Boban sono persone molto capaci. È normale che alla prima partita con nuovi acquisti e automatismi si fa fatica».
Roberto Di Candio
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