Giampaolo, re del gol: «Quanto era difficile battere quel Teramo»

19 Marzo 2022

L’ex attaccante ha realizzato 65 reti in biancazzurro: «Il Delfino mi piace, ai play off sarà la mina vagante» 

PESCARA. Il derby del “Bonolis” visto dal giuliese Federico Giampaolo, uno dei calciatori più amati dai tifosi del Pescara (65 gol in 257 gare, secondo bomber della storia del Delfino dopo Mario Tontodonati). L’ex attaccante, ora allenatore con esperienze sulle panchine di Pescara Primavera, Avezzano, Recanatese e L’Aquila, ha giocato una sola volta nello stadio del Teramo, 19 anni fa, nel match terminato 1-1.
Nel 2002-03 due pareggi del suo Delfino contro il Diavolo.
«Quello era un grande Teramo, una squadra tosta che disputò un ottimo torneo. C’erano giocatori fortissimi, come Carrozzieri, Molinari, Motta, Pepe e tanti altri. Perse la semifinale play off contro il Martina, poi battuto da noi nella finalissima».
Giampaolo, chi vince il derby?
«Difficile dirlo. L’approccio, gli stimoli, l’organizzazione e la qualità faranno la differenza. Il Pescara è leggermente favorito perché ha una rosa migliore e viene da un momento positivo, ma nel calcio nessun risultato è scontato».
Quali le sono maggiori insidie per il Pescara?
«La Serie C è dura e in questa fase lo è ancora di più. Questo, poi, è un derby, una gara sempre particolare e contro i biancazzurri spesso le squadre abruzzesi giocano la partita della vita».
Le piace il Pescara?
«Ora sì. Nella prima parte di campionato ha avuto un rendimento discontinuo, invece ultimamente ha trovato l’equilibrio e la quadratura. Il lavoro di Auteri è venuto fuori, merito anche della società che ha mostrato fiducia nei confronti dell’allenatore e a gennaio ha rinforzato l’organico. Negli ultimi incontri il Delfino ha offerto uno spettacolo davvero gradevole. Auteri ha abbandonato il suo 3-4-3 dimostrando di essere un tecnico capace e intelligente».
Terzo posto obiettivo possibile?
«Sì, la grande vittoria contro il Cesena dovrebbe aumentare l’autostima, poi ai play off tutti dovranno temere il Pescara. In rosa ci sono tanti giocatori con la personalità e la qualità necessarie per affrontare gli spareggi. Un nome? Ne faccio due, Pompetti per le capacità tecniche e Ferrari che è un centravanti molto bravo, un punto di riferimento prezioso per i compagni».
Giovanni Tontodonati
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