Giandonato guida il centrocampo dei sardi

Gli ultrà del club Rangers resteranno fuori dallo stadio per protesta. All’Adriatico solo col Green pass
PESCARA. Stasera ci sarà la prima gara ufficiale del Pescara, dopo le sgambate estive che finora hanno dato poche indicazioni. Contro l’Olbia, quindi, si inizierà a capire il livello di preparazione dei biancazzurri a meno di 10 giorni dal debutto in campionato. Sarà una gara contro una squadra che farà parte dello stesso girone (B) del Delfino.
I sardi, guidati da Max Canzi per il secondo anno di fila, si affidano all’esperienza del centrocampista abruzzese Manuel Giandonato. Classe 1991, casolano doc, Giandonato è alla terza stagione con i sardi ed è il cervello della squadra. Nel 4-3-1-2 disegnato da Canzi, lui sarà il play con Occhioni e Lella mezze ali.
Il 21enne ex Cagliari Roberto Biancu, invece, sarà il trequartista che dovrà supportare la coppia d’attacco formata da Ragatzu, ex Cagliari e Verona, e King Udohm, cresciuto nel vivaio della Juventus.
Non ci sarà l’ex biancazzurro Andrea Cocco. L’attaccante, infatti, ieri ha rescisso il contratto ed è alla ricerca di una nuova squadra. In difesa, invece, spazio all’esperto Emerson (ex Reggina e Livorno) che agirà al centro del pacchetto arretrato con La Rosa. Arboleda e Travaglini saranno i due laterali.
Stadio e tifosi. A causa delle disposizioni anti Covid, però, l’Adriatico potrà essere riempito solo al 50 per cento e sarà possibile accedere solo mostrando il Green pass all’ingresso. I biglietti per il match saranno acquistabili online (sul sito www.vivaticket.com) e in tutti i punti vendita Vivaticket della regione. Questi i prezzi: curva nord 10 euro intero (7 ridotto), tribuna adriatica 15 intero e 10,50 ridotto, tribuna Maiella laterale 25 euro intero e 17,50 ridotto, tribuna Maiella centrale 35 euro e ridotto 24,50.
Allo stadio, però, per protesta non ci saranno gli ultrà del club Rangers. «Purtroppo non ci siamo ancora lasciati completamente alle spalle questa maledetta pandemia con tutte le restrizioni che a livello sociale comporta; limitazioni che ovviamente interessano anche gli eventi sportivi all’interno degli stadi», scrivono gli ultrà in una nota diffusa ieri. «Proprio per questo noi saremo fuori la Nord, e saremo pronti a spiegare a tutti quella che sarà la nostra decisione riguardo la possibilità di entrare nel nostro stadio dopo troppo tempo di assenza senza che però venga snaturato il nostro modo di vivere gli spalti, sapendo che, se ciò non fosse possibile, a malincuore aspetteremo momenti migliori». (l.d.m.)
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