Giordano: «Il calcio? Passione e sacrifici»

13 Ottobre 2018

SAN SALVO. Presentata ieri in Comune la nuova stagione agonistica degli Aquilotti San Salvo. Due le grandi novità: la Juniores e la prima squadra che giocherà in Terza categoria, così da dare...

SAN SALVO. Presentata ieri in Comune la nuova stagione agonistica degli Aquilotti San Salvo. Due le grandi novità: la Juniores e la prima squadra che giocherà in Terza categoria, così da dare continuità al progetto del settore giovanile. Ospite d’onore Bruno Giordano, ex calciatore di Lazio, Napoli, Ascoli e Bologna, con 28 presenze con la maglia della nazionale comprese quelle con Under 21 e Italia Olimpica. «Un giocatore che ha scritto la storia del calcio italiano», sottolineano il sindaco Tiziana Magnacca, Eugenio Spadano e Tonino Marcello, «ringraziamo il presidente Matteo Corrado e il vice Davide Daniele, così come Meuccio Di Santo per averlo portato qui a San Salvo e averlo messo a disposizione dei nostri giovani».
«È importante andare al campo e divertirsi rispettando però gli allenatori», spiega Giordano, «deve essere un connubio che porta a educare i giovani del domani, e poi, se ci sarà qualche fortunato che arriverà a giocare in serie A, tanto meglio. Il calcio è passione in primis, ed è quello che ti dà la spinta per fare sacrifici», continua l’ex calciatore, «nella vita senza sacrifici e determinazione non si raggiunge nulla, lì dove ci sono scogli bisogna provare a superarli. A 62 anni se mi date un pallone io mi metto a giocare», dice ancora Giordano, «il pallone è la mia vita, ho avuto la fortuna di giocare nella mia Lazio e in una piazza che di calcio vive come Napoli e sarò sempre innamorato del pallone».
Il calcio abruzzese, come quello italiano, ha bisogno di «ripartire dalla serietà, da istruttori preparati, dagli impianti buoni, dai calciatori italiani inseriti maggiormente nei team, lavorando con coscienza e non solo per business. Bisognerà mettere mano anche alle riforme, fare cose concrete». Il ricordo più bello? «Essere considerato il trio dei sogni con Maradona e Careca». Maradona? «Uno forte, un giocatore positivo anche per gli altri. Si fermava più del previsto a battere le punizioni per diventare ancora più bravo».
Tiziana Smargiassi
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