Giorgini: «È uno spareggio, chi perde è nei guai»

27 Aprile 2018

Il tecnico giuliese è un doppio ex: la vittoria nel derby ha caricato la Ternana, ma Pillon saprà cosa fare

PESCARA. Parola a Francesco Giorgini. Quasi quattro anni alla guida della Ternana, una breve avventura sulla panchina del Pescara. L’allenatore di Giulianova conosce pregi e difetti delle due squadre e, secondo lui, domani non ci saranno favoriti. «La squadra di De Canio è in netta ripresa», afferma Giorgini, «la vittoria del derby darà una carica in più ai rossoverdi. Se avessero perso a Perugia, forse la rincorsa alla salvezza sarebbe stata vana, invece sono riusciti a conquistare tre punti preziosi». Al Liberati sono attesi circa 8.000 spettatori. «Quando vuole il pubblico di Terni sa essere il dodicesimo uomo in campo, un po’ come quello di Pescara. Però in serie B non credo che il fattore campo sia determinante. Certo, i biancazzurri non dovranno avere timore, altrimenti sarà dura tornare a casa con un risultato positivo».
La Ternana è obbligata a vincere per restare aggrappata al treno salvezza. «In realtà è uno spareggio per entrambe. Chi uscirà sconfitto si ritroverà nei guai. Ovviamente, un ko sarebbe molto più pesante per i rossoverdi, mentre al Delfino potrebbe andare bene anche un pari».
L’arrivo di Bepi Pillon sulla panchina del Pescara ha ridato nuovo slancio alla squadra che ha ritrovato organizzazione di gioco e un pizzico di sfrontatezza. «Conosco Pillon da tanti anni, abbiamo frequentato insieme il corso per allenatori a Coverciano. È un tecnico intelligente e capace, avrà di sicuro preparato la gara nel migliore dei modi. Non era facile subentrare a questo punto del campionato, invece lui ha dimostrato ancora una volta di saper gestire alla perfezione anche le situazioni complicate. Gli auguro il meglio perché, oltre ad essere un bravo allenatore, è una persona splendida».
Alla vigilia della stagione, nessuno si aspettava un cammino così difficoltoso. Invece, a cinque giornate dalla fine, il Pescara è coinvolto nella lotta per non retrocedere. «Non è questo il momento dei processi. Bisogna rimanere compatti per difendere la serie B, che è un patrimonio per la società e i tifosi. Finire in C sarebbe un dramma sportivo. Guardate quanti club blasonati sono ancora nell’inferno della terza serie. Le analisi si fanno al termine del campionato, ora servono solo i punti per centrare la salvezza. E il Pescara ha le qualità per farcela».(g.t.)
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