GIRONE E nUNA LEZIONE UTILE

INVIATO A LILLE. Forza, dai. Non facciamo arrabbiare Antonio Conte. Altrimenti poi ha ragione lui quando dice “non vorrei che cambiassero troppo in fretta i giudizi...”. L’Italia ha perso perché ha...
INVIATO A LILLE. Forza, dai. Non facciamo arrabbiare Antonio Conte. Altrimenti poi ha ragione lui quando dice “non vorrei che cambiassero troppo in fretta i giudizi...”. L’Italia ha perso perché ha giocato imbottita di riserve (giustamente) e perché nel calcio a volte le motivazioni superano la qualità. È una lezione di vita che ci ha fatto vincere col Belgio e ci ha fatto perdere con l’Irlanda. Piuttosto nelle note negative della serata mettiamo l’ammonizione a Barzagli: poteva (e doveva) evitarsi una stupido giallo che adesso ci costringe a tuffarci negli ottavi con tutti i tre difensori titolari in diffida.
Poi è chiaro che gli esteti del calcio storceranno la bocca per una partita degli azzurri misera di gioco. Anzi, a lungo l’Irlanda ci ha proprio messi sotto, più con l’agonismo che con la tecnica. D’altronde loro si giocavano la qualificazione e l’hanno meritatamente ottenuta. Quel gol nel finale di Brady ha premiato la loro forza di volontà e una splendida tifoseria che ha colorato di verde lo stadio ed è impazzita al fischio finale tra cori e lacrime.
Le indicazioni. Avete presente la proprietà commutativa? Quella che dice “cambiando l'ordine degli addendi il risultato non cambia”. Ecco. Nel calcio ha lo stesso valore di un corso di cartomanzia online. Vale per tutte le squadre, vale anche per la nostra nazionale.
Perché hai voglia di dire che non ci sono campioni e dunque sono tutti sullo stesso livello. Macchè. Se poi oltretutto metti in campo (ripetiamo: anche giustamente) un undici che ha giocato insieme solo negli ultimi due allenamenti, chiaro che gli equilibri diventano un optional.
Così a destra Bernardeschi e Sturaro non hanno mai trovato un briciolo d’intesa, mentre a sinistra (con De Sceglie esterno e Florenzi interno) saranno transitati non più di una decina di palloni. Male, molto male Thiago Motta che in mezzo al campo ha fatto il vigile senza riuscire mai a fermare gli scooter irlandesi
Quel Bonucci... Ha fatto molto discutere la scelta del Ct di schierare titolare Bonucci. Un rischio grosso, immenso, con la spada di Damocle della diffida che penzolava sulla sua testa.
Bonucci ha giocato da leader della difesa ma sempre col freno a mano tirato, intimorito. E per un difensore è una sofferenza stare in campo in queste condizioni. Piuttosto immaginate il brivido lungo la sua schiena (e la nostra) quando al 9’ del secondo tempo ha fermato con un fallo da dietro McCarthy. Meno male che l’arbitro ha fatto l’uomo dolce.
Sofferenza. L’Irlanda ha vinto perché l’ha buttata sull’agonismo sin dall’inizio e questo ha inevitabilmente creato problemi all’Italia, squadra tra l’incudine di non perdere (per orgoglio) e il martello di cartellini o infortuni. Sono bastate insomma un paio di entrate belle toste degli irlandesi per capire che aria tirava.
Intimidita, l’Italia ha perso il pallino del gioco. E per due volte l’Irlanda è andata vicina al gol, prima con Hendrick che ha sfiorato il palo con un siluro da fuori, e poi con Murphy che di testa ha costretto Sirigu a una deviazione sopra la traversa. Di nostro solo qualche tentativo di ripartenza frustrato sul nascere, con Zaza e Immobile tagliati fuori. Pensate che il primo tiro azzurro è arrivato al 43’, un destro di Immobile da fuori che ha sfiorato il palo. Pochi attimi dopo Bernardeschi ha rischiato grosso con una spallata (gomito alto...) ai danni di McClean in area: rigore non nettissimo, ma ci poteva stare.
Insigne e il gol. Già eravamo bassi col 3-5-2, poi abbiamo perso altri metri quando Conte nel secondo tempo ha inserito Darmian al posto di un opaco Bernardeschi. Una scossa l’ha data Insigne che appena entrato ha colpito il palo. Ma il pugno del ko era dietro l’angolo: prima un errore di Bonucci con paratona di Sirigu, poi il colpo di testa di Brady che ha trafitto l’Italia.
Irlandesi impazziti, Italia fuori dal campo a testa bassa. Niente drammi ora. Ma diciamo che c’erano modi migliori per avvicinarsi all’ottavo di finale con la Spagna.
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