Giulianova, mossa da Colleranesco
La società retrocessa dalla Promozione può raccogliere l’eredità giallorossa
GIULIANOVA. Tra paradossi e confusione si delinea il quadro futuro del calcio giuliese. Paradossali i movimenti sotterranei, su più fronti, in una situazione di crisi che non riesce a creare una società solida e identitaria. Il Città di Giulianova, nonostante le buone intenzioni del proprietario delle quote Franco Feliziani, è destinato a non iscriversi al campionato di Eccellenza nel quale è retrocesso. L’intricata matassa contabile, con i bilanci ancora incompleti presentati da Perletta, i debiti e la prospettiva di ripartire in campionato con 8 punti di penalizzazione per altrettante vertenze irrisolte, fanno sì che il Città di Giulianova venga abbandonato a sé stesso anche da cordate, vere e presunte, con le quali si sarebbero aperti i dialoghi con il sindaco. Tra questi, il gruppo che fa riferimento ad Andrea Iaconi e Antonio Oliveri, e un altro che farebbe capo a Moris Carrozzieri e a un ex presidente della Folgore Veregra. Addirittura c’è chi non ritiene seppellita nemmeno l’ipotesi della fusione con il San Nicolò tenuta in vita da alcuni interlocutori.
L’iniziativa più importante e concreta, che sulla carta si propone di dare una svolta alla situazione, arriverebbe dal Calcio Giulianova. La società del presidente D’Archivio punta al ritorno in Promozione o tramite il titolo del Castellalto o tramite ripescaggio. Per raggiungere l’obiettivo, il sodalizio di Colleranesco avrebbe affidato a un esperto di calcio dilettantistico, il commercialista Gabriele Di Simone, l’incarico di lavorare per il passaggio da asd a srl, ovvero per la costituzione di una società aperta a imprenditori, locali e non, interessati ad acquisire le quote. Un’operazione che farebbe scrollare di dosso al Calcio Giulianova l’identificazione di società “di quartiere” per assumere quella di società rappresentativa di Giulianova e del calcio giallorosso. Nelle prossime ore gli sviluppi.
Ludovico Raimondi
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