Gol e assist, Mandzukic trascina la Juve

2 Settembre 2018

Bianconeri a punteggio pieno grazie al croato e al gol partita di Matuidi. Ronaldo non incanta. Il Parma cade a testa alta

PARMA. Il Ronaldo furioso non trova ancora il gol perduto. Ma mentre attende che il suo eroe principale si sblocchi, la corazzata Juve prosegue come se nulla fosse la sua marcia a punteggio pieno sbarazzandosi del Parma con il solito Mandzukic, una rete nel primo tempo e un assist nel secondo a Matuidi per il croato, sempre più sinonimo di pragmatismo e forse anche per questo difficilmente sacrificabile negli schemi di Allegri. Il Parma regge 58', riesce a contenere il portoghese che finisce ancora a secco, anche davanti al proprio premier Antonio Costa, arrivato in tribuna per sostenerlo alla fine di una settimana influenzato dalla rabbia per il premio Uefa mancato, sentimento che non gli ha giovato diversamente da quanto si era augurato il suo allenatore. Alla fine gli emiliani capitolano e devono arrendersi alla concretezza bianconera, nonostante un Gervinho ritrovato dopo i due anni in Cina. Tutto subito facile per i bianconeri. Al 2' sono già in vantaggio: Cuadrado sventaglia un cross e Mandzukic, dopo aver saltato insieme a Iacoponi in area per colpire di testa, si ritrova la palla sul destro e batte Sepe, un po’ piantato sulla linea di porta. La fame di gol di Ronaldo è evidente subito da come squadra e compagni, quando lo anticipano o gli chiedono palla vicino all'area e lui, invece, tira dritto. Ma mentre la smania non soddisfatta e le statistiche realizzative non rispettate sembrano annebbiare il portoghese, limpida è la prova di Gervinho, alla prima da titolare. Un po’ funambolo, un po’ rapper, come sempre, ma anche efficace. Il suo primo slalom insistito lo porta in area, dove si infrange sulla scivolata di Alex Sandro ed è poi Cuadrado ad anticipare da terra Di Gaudio. Autogol sfiorato, calcio d'angolo e porta salvata. Al 14' è ancora pericoloso il Parma: punizione dai 20 metri, calcia Stulac e la palla va sulla traversa, centrale, con Sczesny che dà l'impressione di esserci. Ronaldo ci prova due volte di testa su corner, intorno al 25', la seconda esce di poco e per un soffio Bonucci non la corregge in rete. Dall'altra parte è di nuovo Stulac a preoccupare Sczesny, con un tiro da lontano che rimbalza strano e viene respinto in modo un po’ goffo. È un'incertezza, nello stadio degli esordi di Buffon, che il portiere polacco si trascina e diventa fatale al 33': Gobbi crossa, Inglese spizza, Sczesny buca e Gervinho, quasi sulla linea, la tocca dentro di ginocchio per il pari. Risultato giusto a questo punto della partita, con il Parma che rischia di chiudere al 45' sul 2-1. Nel recupero è infatti ancora Gervinho ad infilarsi in area, ma è troppo altruista e serve Rigoni che calcia addosso al portiere. Per scuotersi alla Juve serve ancora Mandzukic. La differenza è che mentre il numero 7 è in ogni azione di attacco e le tenta tutte, ma una volta è impreciso, un'altra in ritardo, un'altra ancora sfortunato. E poi addirittura quasi comico quando svirgola una mezza sforbiciata. Il croato, invece, è essenziale, non per questo meno prezioso. È da un suo improvviso quanto geniale colpo di tacco che arriva il 2-0, con Matuidi pronto a indovinare un gran sinistro sotto la traversa, al 58'. Un pezzo della partita si chiude qui, un altro due minuti dopo quando D'Aversa rinuncia a Gervinho. Allegri invece inserisce Douglas Costa, che regala un paio di lampi e un palo con un gran sinistro da fuori. A Dybala, invece, il tecnico concede dieci minuti. Alla fine i settemila tifosi juventini applaudono tutti, ma per il portoghese e l'argentino suonano come applausi di consolazione e incoraggiamento per prossimi appuntamenti di una stagione ancora all'inizio.
Angelo Caradonna