Gol e cuore Vastese Stivaletta non molla «Obiettivo play off»

31 Ottobre 2018

La mezzala: «Partenza negativa, ma risaliremo la classifica II sogno? Tornare in serie C con la squadra della mia città»

VASTO. Cuore biancorosso, vastese purosangue e il sogno serie C. Piedi educati, gran senso della posizione, bravo nel gioco senza palla e abilissimo negli inserimenti. Cristian Stivaletta è uno che ha la maglia della Vastese come seconda pelle. Nato nel quartiere Incoronata, cresciuto a pane, pallone e Vastese. «Da bambino facevo il raccattapalle e andavo in curva a vedere le partite della Pro Vasto. Per me è un vero onore vestire questa maglia», racconta il centrocampista aragonese. «L’avvio di stagione non è stato dei migliori e, purtroppo, in classifica siamo scivolati parecchio in basso. Dispiace molto perchè sono vastese doc e vorrei riportare in serie C la squadra della mia città». Classe 1995, la mezzala biancorossa ha le idee chiare. «Per la promozione diretta credo che sia davvero difficile, ma il nostro obiettivo è vincere più partite possibili e scalare posizioni. I play off devono essere l’obiettivo minimo. Lo dobbiamo ai nostri tifosi che sono sempre stati l’arma in più».
Tre punti raccolti nelle prime sei gare, nessuna vittoria e una posizione di classifica allarmante che ha portato all’esonero di Ottavio Palladini. «Purtroppo non è andata bene, ma la colpa non è stata dell’allenatore. Come squadra non siamo stati capaci di costruire una precisa identità». L’arrivo di Fabio Montani in panchina, poi, ha prodotto 4 punti in in tre partite. «Con il mister mi sto trovando molto bene. È un martello e ti fa lavorare sodo. Mi piace il suo modo di intendere il calcio». Nell’ultima di campionato, dopo una vittoria e un pareggio, è arrivato lo stop di Isernia. «È andata male e domenica contro la Savignanese dobbiamo vincere nel modo più assoluto». Si torna all’Aragona, uno stadio “tabù” per la Vastese. «È una maledizione. Finora in campionato non abbiamo mai vinto davanti ai nostri tifosi e la cosa mi dispiace molto», spiega Stivaletta. «Giocare davanti a 1.500 spettatori in D non capita spesso e dobbiamo essere orgogliosi della nostra tifoseria. Domenica dobbiamo regalare ai nostri sostenitori la prima vittoria casalinga». Su quattro gare giocate all’Aragona altrettanti pareggi. «Di cui tre arrivati al 90’. Non meritavamo certi risultati, specie nel derby con il Francavilla (finito 2-2, ndr)». dice Stivaletta, classe 1995, che in carriera ha già assaggiato la serie C. «All’Aquila, nel 2015, ho fatto l’esordio tra i professionisti, ma non ho trovato molto spazio. Forse una scelta che non rifarei. Sono cresciuto nel Vasto Marina, poi ho giocato due anni al San Nicolò, con Epifani in panchina. Lui e il ds Micciola (ora al Matelica, ndr) hanno creduto molto in me e li ringrazio. Sono al secondo anno con la Vastese e vorrei tornare tra i professionisti, magari con questa maglia». L’anno scorso 9 gol in campionato. «Vorrei arrivare in doppia cifra e il prossimo gol lo dedicherò alle donne della mia vita (mamma, sorella e fidanzata, ndr)». Vuole il gol, Stivaletta, ma non solo. «Vorrei finire l’università. Ho lasciato Scienze Motorie da un paio d’anni e vorrei tornare sui libri. Lo devo ai miei genitori».
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