Gol e punti, l’albero di Natale è l’ideale

Finora cinque moduli e tanti esperimenti, ma il sistema di gioco 4-3-2-1 è quello che ha dato più certezze e garanzie a Zauri
PESCARA. L’albero di Natale in questo periodo è estremamente d’attualità, non solo per questioni legate alle festività. Per il Pescara di Luciano Zauri, oltre al significato natalizio, quell’albero, è diventato di vitale importanza se parliamo di sistemi di gioco. L’allenatore dei biancazzurri in queste sedici giornate ha cambiato cinque sistemi, alternando buone prestazioni ad altre negative. Finora il modulo che ha dato maggiori garanzie al Delfino è stato il 4-3-2-1, ovvero l’albero di Natale. Nel calcio le prime tracce di albero di Natale si trovano nel 1970, in Inghilterra, e fu il Crystal Palace, durante una gara con il Newcastle, ad utilizzarlo. Anche se gli storici del calcio indicano il 4-3-2-1 in chiave moderna, da attribuire alla scuola olandese. In Italia, invece, si pensa subito al Milan di Ancelotti, che con l’albero di Natale ha dettato legge in Italia ed Europa.
Zauri, lasciando perdere la storia, vuole e deve pensare al presente guardando al futuro con estremo pragmatismo anche per mettere al sicuro la panchina. Il Pescara è in difficoltà, è inutile negarlo. Appena 2 punti nelle ultime 4 gare, l’uscita dalla zona play off e l’ultima vittoria datata 9 novembre, sono numeri negativi che devono essere immediatamente cancellati.
Domenica (ore 15), all’Adriatico, arriverà il Trapani e il Delfino deve vincere per blindare la posizione del tecnico. Il 41enne di Pescina, dopo l’opaco e sterile 3-4-1-2 visto sabato a Frosinone, è intenzionato a tornare all’antico, ovvero all’albero di Natale. Questo sistema di gioco, infatti, è quello che ha dato maggiori segnali positivi e ha rimesso in carreggiata il Delfino dopo una partenza non proprio entusiasmante.
Nelle sei gare giocate col 4-3-2-1 ,infatti, i biancazzurri hanno conquistato 10 punti, con una media a partita di 1,66. Non male, visto che con questo sistema di gioco il Pescara ha sfiorato anche il secondo posto in classifica. Un modulo tattico pescato dal cilindro da Zauri e che ha dato buone risposte. L’allenatore ha avuto due intuizioni nello schierare il Delfino in questo modo. La prima, quella di avvicinare il più possibile alla porta i due assi Galano e Machìn. I due, non a caso, hanno segnato rispettivamente 9 e 7 gol a testa, facendo schizzare il Pescara nelle zone alte della classifica. L’altra intuizione è legata a Gennaro Borrelli, che con Zauri ha fatto il debutto in serie B ed è diventato fondamentale nel modulo ad albero di Natale. Tutto bene fino alla sosta, ovvero dopo il colpo in trasferta sul campo dell’Empoli dello scorso 9 novembre. Poi, contro la Cremonese, l’inversione di rotta e il ritorno al 3-5-1-1, visto già ad Ascoli, che non ha prodotto i frutti sperati. Poi, col Perugia e il Venezia di nuovo il 4-3-2-1, ma con spirito e atteggiamenti diversi. Sabato, infine, a Frosinone il 3-4-1-2, sistema inedito, che ha portato al tracollo facendo arrabbiare, e non poco, tifosi e, soprattutto, lo stato maggiore del club.
I dirigenti domenica hanno incontrato l’allenatore per capire i motivi dell’involuzione. Al tecnico, nonostante una palese flessione, è stata rinnovata la fiducia, che dovrà essere confermata nella gara contro il Trapani.
Domenica dovrebbe tornare l’albero di Natale, magari pieno di regali, di cui uno indispensabile: la vittoria.
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