Gol e record, Lescano l’arma in più del boemo

Il bomber a segno sabato con una doppietta ha rotto il digiuno e adesso punta al primato di reti
PESCARA. Il mate, un buon libro e il rumore del mare. Per Facundo Lescano, il giorno dopo il pareggio con la Juve Stabia, è iniziato sorseggiando la sua bevanda preferita (il mate), intorno alle 8. Poi la lettura di “Il monaco che vendette la sua Ferrari”, uno dei libri più celebri dello scrittore canadese Robin Sharma. Il tutto con il sottofondo delle onde, visto che l’attaccante del Pescara abita in un palazzo sul lungomare. Un giorno di relax e riposo per il centravanti argentino, che sabato ha messo a segno una doppietta, spezzando un digiuno di un mese (Pescara-Potenza del 5 febbraio). Dopo le ruggini con l’ex tecnico Alberto Colombo, il bomber biancazzurro pian piano sta tornando il giocatore apprezzato nella prima parte di stagione (7 reti nelle prime 11 giornate). Zeman è arrivato e gli ha dato subito fiducia, complice anche l’infortunio di Vergani. Lescano ha resettato tutto, ha voltato pagina ed è tornare a fare ciò che gli riesce meglio: segnare, segnare a raffica. Il rientro del bomber sudamericano in pianta stabile nell’undici titolare, potrebbe aiutare la squadra a ritrovare gli automatismi perduti nella fase offensiva, considerano che il boemo lavorerà molto sul gioco d’attacco. Un paio di settimane fa, Lescano, fece una promessa. «Voglio arrivare lontano e segnare più di dodici reti per superare il primato personale». Il suo record di gol in carriera tra i “Pro” è a un passo e, calcolando il gioco del boemo, Facundo in proiezione potrebbe addirittura sfiorare i 20 gol. Davanti ci sono 8 partite da giocare, più i play off. Con la testa giusta, il 26enne argentino potrà tranquillamente gonfiare la rete almeno 7-8 volte. Tra i professionisti il suo “high” personale è di 13 gol nella stagione 2020-2021, alla Sambenedettese. Ora vuole battere quel record e, soprattutto, regalarsi un finale di stagione importante. Zeman confida molto nel bomber nato in Argentina e cresciuto a Lecce, dove è arrivato a 9 anni. «Per me giocare qui è come stare in A», aveva detto nei i primi giorni in biancazzuro. D’altronde, durante il mercato, il 26enne attaccante era stato chiaro con i suoi agenti. «Voglio andare al Pescara e basta». Magari per portarlo in serie B. (l.d.m.)

