Grassadonia: poco fortunati ma questo Pescara è forte

14 Marzo 2021

Il tecnico: «Ripartiamo dal pari, da qui alla fine possiamo vincerle tutte»

Nove tiri in porta, supremazia territoriale, due traverse colpite (Maistro e Galano) e almeno altre due occasioni da rete con Guth e Galano. Il Pescara ha fatto di tutto per vincere la partita, ma ieri sera è tornato in Abruzzo con tanta delusione. Amarezza per il pari anche nelle parole del suo allenatore, Gianluca Grassadonia.
Contro il Pordenone il suo Pescara ha totalizzato nove tiri in porta, facendo tanto possesso e sfiorando il gol in almeno 4 occasioni. È mancata solo un po’ di fortuna?
«Sono d’accordo, un po’ è mancata. Dopo questo pareggio c’è grande rammarico. Dobbiamo tuttavia ripartire dalle cose fatte bene in questa partita e analizzeremo gli aspetti da migliorare. Il primo quarto d’ora, ad esempio, non è stato positivo. Siamo stati un po’ contratti, forse anche per il cambio di sistema di gioco. Una volta che ci siamo sciolti, però, tutto è cambiato per il meglio».
Col nuovo assetto si è visto un Delfino molto più offensivo. Da quanto tempo stava pensando al cambio di modulo?
«Abbiamo lavorato martedì mattina e pomeriggio e mercoledì sul 3-5-2 e ci siamo resi conto che con il Pordenone, calcolando le nostre assenze, sarebbe stato opportuno giocare in questo modo e devo fare i complimenti a tutti. Mancando Drudi e Bocchetti in difesa, eravamo privi un giocatore di qualità per impostare dal basso. Avremmo potuto spostare Scognamiglio al centro oppure inserire Rigoni in quella posizione, ma abbiamo optato per il cambio di modulo».
Con Maistro e Galano avete ritrovato due pedine importanti?
«Il 4-3-3 è casa loro, nel 3-5-2 sono un po’ sacrificati. I ragazzi stanno cercando di dare il massimo, sono tutti importantissimi e quando arriverà il loro momento devono farsi trovar pronti».
Continuerà con questo assetto tattico anche in futuro?
«Non mi piace parlare di modulo fisso, la concentrazione che chiedo è quella di capire le difficoltà che propone l’avversario e la squadra sta migliorando tantissimo. Nel lavoro quotidiano dobbiamo trovare strade e non scuse. I miei giocatori hanno fatto tante cose positive ed il merito dei progressi è tutto loro».
Martedì sera, contro l’Ascoli, calcolando lo scontro diretto, sarà la partita più importante del campionato?
«Come dico sempre: sarà un’altra finale. Dobbiamo essere bravi ad interpretare la partita nel modo giusto. Se confermerò la stessa squadra? I segnali della difesa a 4 sono stati importanti, in questi due giorni valuteremo tante cose, compresi i recuperi degli infortunati».
Che Ascoli troverà la sua squadra?
«Il giudizio preferisco darlo sul Pescara e non sull’avversario. Tutti quanti dobbiamo sintonizzarci sulle cose positive e migliorare».
La salvezza diretta è distante nove punti. Il Pescara può puntarci?
«Il cammino è ancora molto lungo. Sono ottimista di natura e penso che da qui alle prossime 10 partite ci sono trenta punti a disposizione. Questa squadra può tranquillamente vincere tutte le gare, perché non è inferiore a nessuno. Fino alla fine dobbiamo proseguire con questo spirito e dimostrarlo in campo. Dico sempre che bisogna anteporre il noi all’io, sarà questa la vera forza del Pescara. Dobbiamo compattarci e guardare avanti con fiducia Questa che alleno è una squadra forte».
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