Gravillon giura amore: «Tranquilli non vado via»

Il difensore nel mirino delle big: «Voglio fare un gran campionato. Verona? Possiamo vincere»
PESCARA. È il pezzo pregiato, il Pescara se lo gode, ma in tanti gli hanno messo gli occhi addosso. Andrew Gravillon, 20 anni, ha davanti a sè un futuro importante. A gennaio difficilmente, ma a giugno sicuramente tornerà in serie A dalla porta principale, dopo averla assaggiata quando militava nelle giovanili dell’Inter.
Genoa e Napoli lo seguono con grande attenzione, l’Inter vorrebbe riportarlo in nerazzurro e anche dall’estero cominciano a prendere informazioni. «A queste cose ci pensa il mio agente, io penso al campo, sperando di portare il Pescara il più in alto possibile», racconta il difensore biancazzurro, ieri ospite insieme a Mancuso, Ciofani e Farelli dell’istituto “Nostra Signora, nell’ambito dell’incontro promosso dalla Figc “Il calcio e le ore di lezione”. Tra un selfie e qualche autografo, il difensore francese ha parlato del presente e del suo futuro. «Se sto facendo così bene il merito è di Pillon e della società che hanno creduto in me», sottolinea il ragazzone arrivato in biancazzurro l’anno scorso. «Gli interessamenti fanno piacere, ma io ho l’obiettivo di restare qui fino alla fine del campionato». Non fa proclami, Gravillon, ma ha le idee molto chiare. «Voglio disputare una grande stagione. Serie A? Come squadra abbiamo grandi qualità, però bisogna restare umili e poi a marzo vedremo come sarà la nostra classifica». Il ragazzo nato Pointe-à-Pitre, nella Guadalupa, mette nel mirino il Verona, prossimo avversario del Pescara. «Non abbiamo paura di nessuno, andiamo a Verona carichi e con l’obiettivo di vincere», dice il miglior difensore del Pescara, ma anche della B. «Migliore no, tutti stanno facendo bene ed io faccio parte di un gruppo che lavora e sta facendo un grande campionato».
Gravillon è il mastino della difesa biancazzurra, invece Leonardo Mancuso è la bocca di fuoco. Per il bomber quello segnato venerdì al Carpi è l’ottavo gol personale, che, in totale, ha portato in dote ai biancazzurri ben 17 punti. «I meriti sono anche dei miei compagni di squadra se ho raggiunto certi traguardi», risponde diplomaticamente il bomber del Delfino trasformato da Bepi Pillon. «Rispetto al passato ho imparato a sfruttare tutte le occasioni. Il segreto è questo». Anche se l’allenatore del Pescara è stato bravo a piazzare Mancuso al centro del tridente. «Ala o centravanti? Mi fanno sempre questa domanda (sorride, ndr). Per me è indifferente, perché mi trovo a mio agio in qualsiasi posizione. Decide Pillon e io sono e sarò sempre pronto ad accettare le sue scelte». E lunedì contro il Verona dovrebbe giocare di nuovo al centro del tridente in uno scontro diretto per la serie A. «Sarà una grande gara, andremo al Bentegodi per vincere anche se sappiamo bene che affronteremo la squadra più forte del torneo». (l.d.m.)

