Gravina: «Entro un anno calciatrici professioniste»

Il presidente Figc: «Estendere il movimento e creare basi per un salto di qualità» L’abruzzese Sabatino: «L’affetto dell’Italia è una vittoria». In 6 milioni alla tv
VALENCIENNES (FRANCIA). «Questo è un punto di partenza, c’è una base per poter lavorare per il futuro». Le parole della ct Milena Bertolini sanno di speranza per il futuro. Un futuro che per il calcio femminile, secondo il presidente della Figc, Gabriele Gravina, si chiama professionismo o semi-professionismo.
Gravina ne ha parlato all’indomani dell’uscita dal Mondiale della nazionale azzurra, eliminata dall’Olanda (2-0).
«Dobbiamo gettare le basi perché a queste ragazze sia consentito il salto di qualità che meritano», afferma il numero uno della Federazione, «è un impegno concreto che si è preso la Figc: dal primo luglio 2020 lo status delle calciatrici cambierà. Certamente le ragazze arriveranno al professionismo, ma pensare di introdurlo oggi significa non avere idea dei rischi che questa scelta comporterebbe. Sarebbe un salto triplo, dai costi per molti ancora insostenibili. Abbiamo il dovere di creare i presupposti per espandere il movimento femminile, ma dobbiamo innanzitutto valutare l’impatto che un cambio di status provocherebbe sul sistema. Non possiamo esporlo al rischio di perdere partecipanti».
Sull’idea del semi-professionismo: «Non sarebbe affatto una diminutio. Le ragazze avrebbero tutti gli onori e i diritti del professionismo, e le società sarebbero sgravate di molti oneri fiscali da reinvestire. Ringrazio il governo che rispondendo a una nostra richiesta è riuscito a inserire nel Collegio sport appena approvato in parlamento l’impegno a garantire una maggiore tutela previdenziale e un sistema pensionistico per le calciatrici, e 240.000 euro di crediti d’imposta annui per le società di C e di A femminile. Dobbiamo recuperare un gap ventennale, ciò nonostante le ragazze siano riuscite a entrare tra le prime otto del mondo. Un’impresa incredibile. Dobbiamo darci una prospettiva dove tutele e status non prescindano dalla sostenibilità».
Ieri sera le azzurre del calcio hanno fatto rientro in Italia. Con loro anche le due abruzzesi che hanno partecipato alla spedizione in Francia, Linda Tucceri Cimini di Cerchio e Daniela Sabatino di Castelguidone. Quest’ultima, sul proprio profilo Instagram, ha scritto un post di ringraziamento. «Ci abbiamo creduto, abbiamo sognato, abbiamo sofferto, abbiamo riso, abbiamo pianto», le parole dell’attaccante del Milan, «abbiamo dato e donato tutto ciò che era in nostro possesso per questa maglia, ma non è bastato. Purtroppo non siamo riuscite a raggiungere un traguardo storico, ma sentire l’affetto, il calore di tutta Italia è già una nostra vittoria. Siamo riuscite a entrare nelle vostre case, siamo riuscite a farvi innamorare di noi e ripartiremo proprio da questo. Grazie a tutti per questa bellissima e indimenticabile esperienza e sempre forza Italia».
Infine, ancora la ct Bertolini. «Agli italiani e ai media chiedo di continuare a seguire queste ragazze», l’appello, anche alla luce del boom di ascolti per la gara contro l’Olanda (su Rai 1 e Sky Sport Mondiali ha fatto registrare 6 milioni 109mila telespettatori).
«Più interesse ci sarà più risorse arriveranno», ha aggiunto la ct, «se le ragazze saranno messe nelle condizioni di fare sport ad alti livelli crescerà anche lo spettacolo. Credo che questo Mondiale abbia velocizzato un cambio culturale, ha modificato un po’ la testa degli italiani sul calcio femminile. Ho ricevuto continuamente messaggi da Roberto Mancini e tanti riconoscimenti da altri colleghi che allenano club maschili».
Federica Passerotto

