Gravina: servono subito le riforme

8 Marzo 2017

Il presidente della Lega Pro dopo la rielezione di Tavecchio: «Spero Abodi resti»

PESCARA. Gabriele Gravina, il 63enne presidente della Lega Pro, rilancia il giorno dopo la conferma di Carlo Tavecchio alla guida della federazione. Rilancia chiedendo riforme, lo fa dando forza all’idea che ha sostenuto la candidatura di Andrea Abodi (sconfitto) nella corsa alla presidenza.

Gravina, lunedì chi ha vinto a Fiumicino?

«In prospettiva ha vinto il calcio se riuscirà a far sue le istanze emerse nel corso dell’assemblea. Sono venute fuori delle indicazioni che non vanno disperse, piuttosto vanno tesorizzate. Perde il calcio se, invece, vengono imposte logiche di arroganza, di categorie o, addirittura, personali. Il messaggio che arriva è molto forte perché governare e non avere una capacità di aggregare dovrebbe far riflettere e credo che questa sia la chiave più importante e significativa di questo confronto elettorale».

Allenatori e arbitri decisivi per la rielezione di Tavecchio?

«Sì, ma sono due componenti autonome, che legittimamente hanno fatto le loro scelte, per una manciata di voti c’è stato questo risultato».

Di che cosa ha bisogno con urgenza il calcio?

«Di riforme, a tutti i livelli. Non può sottrarsi all’evoluzione globale. L’assemblea di lunedì ha certificato che ci sono delle energie da non disperdere».

Riforme di che genere?

«In primis c’è bisogno di una certificazione di qualità delle società professionistiche. Altri casi Parma non si possono ripetere, non solo in serie A, ma dappertutto. Occorre adottare criteri chiari. Servono regole precise, non interpretabili. Non esiste che il Crotone vada in A e poi giochi per uno o due mesi a Pescara perché non ha l’impianto a norma. Dico Crotone, ma potrei fare anche altri esempi».

Poi?

«La sostenibilità del campionati. Il divario tra serie A, B e Lega Pro è pazzesco. C’è una disparità di contributi dei diritti televisivi che andrebbe ridimensionata».

Un’altra riforma urgente?

«C’è bisogno di maggiore collaborazione tra le varie componenti del calcio. Devono fare sistema. Serie A, B e Lega Pro devono avere mission diverse, ma complementari. Che creino sistema per l’appunto. E poi la vera riforma dovrebbe essere insita nei comportamenti, negli esempi che il calcio lancia a tutti i livelli, in campo e fuori».

La Lega Pro bussa a soldi?

«La Lega Pro, faccio un esempio, forma 3-400 giocatori ogni anno per le squadre della Lega di serie A. Si vuole mriconoscere il lavoro che svolgono le società? Non chiediamo soldi tanto per dire, ma a ragion veduta».

Lei ha sostenuto Abodi che ha perso.

«Ha perso, ma ha messo insieme idee e progetti. Ha fatto sintesi della necessità di riforme. Ha avuto il coraggio di metterci la faccia. E secondo me, se le società lo vorranno, dovrebbe restare alla guida della Lega di B. Il calcio non si può permettere di disperdere un patrimonio che si è creato negli anni. Io spero che resti».

@roccocoletti1

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