Gravina va avanti, ma il calcio litiga su tutto
Dilettanti e serie B attaccano la Lega Pro che non vuole più giocare. Cellino minaccia: «Il Brescia non scenderà in campo»
ROMA. C’è un calcio che lavora per cercare di ripartire e un calcio che passa il tempo a litigare. Nemmeno l’emergenza coronavirus è servita a compattare un mondo da sempre diviso e pronto ad azzannarsi per i soldi. Sono diversi i fronti aperti nel mentre si attendono prima la giornata di domani, quando è in programma l’assemblea della Lega di A che dovrà pronunciarsi sulla volontà di ripartire, e poi quella di mercoledì quando il ministro per lo sport Vincenzo Spadafora incontrerà in videoconferenza tutte le componenti del calcio per verificare la disponibilità a ricominciare l’attività agonistica seguendo il protocollo sottoscritto dalla commissione scientifica della Figc.
Serie B e dilettanti contro la Lega Pro. Lo stop definitivo del campionato di serie C propugnato dal direttivo di Lega Pro è stato il detonatore di una domenica di polemiche incandescenti e che fanno intravedere una settimana complicata per il presidente federale Gravina. I presidenti di Lega serie B e Lega Dilettanti, Mauro Balata e Cosimo Sibilia, hanno condannato senza riserve l'iniziativa che coinvolge direttamente, col prospettato meccanismo di promozioni e retrocessioni, i campionati di loro competenza, accusando la Lega guidata da Francesco Ghirelli di aver agito in maniera unilaterale.
Ma il numero uno della Lega Pro - da sempre vicino a Gravina - ieri sera, dopo aver subito attacchi per tutta la giornata, ha fatto parziale marcia indietro, dicendo che si tratta solo di una proposta e che il consiglio federale è sovrano. Inoltre se l’è presa per la fuga di notizie di una proposta che prevede lo stop ai campionati, la promozione di quattro squadre (le prime tre classificate di ogni girone più una quarta da sorteggiare), il blocco delle retrocessioni e dei ripescaggi dalla serie D. Balata e Sibilia hanno detto in coro che avrebbero voluto condividere questa iniziativa. Il vicepresidente federale, dopo aver sottolineato che quanto indicato dal direttivo di Lega Pro «costituisce una semplice proposta», ha ricordato che «però, non è stata concordata né preventivamente illustrata alle altre componenti federali interessate» e che «ogni modifica regolamentare sulla specifica materia deve essere valutata dal consiglio federale». Il punto fermo è un altro: «Nessuna soluzione penalizzante per le società di serie D e, di riflesso, di Eccellenza potrà essere approvata e trovare l'adesione dei Dilettanti». La Lega B ha definito le proposte del direttivo Lega Pro «totalmente non condivisibili e irricevibili, sia per la scelta unilaterale di interrompere il campionato, sia per i meccanismi previsti di passaggio di categoria». «È necessario l'intervento del presidente federale per preservare le ragioni di tutte le componenti, riconducendo il tema nella sede federale deputata», ha sottolineato Balata.
Cellino non vuole giocare. Il presidente del Brescia Massimo Cellino ha reso noto di essere risultato positivo al coronavirus. E ha ribadito di essere pronto a non far giocare la sua squadra, ultima in classifica. “Ci sono morti e contagi, la gente di Brescia non ha la testa al pallone”, il refrain di Cellino dalla sua villa a Cagliari. Ha attaccato il presidente della Lazio Lotito e l’ad della Lega A De Siervo. A Cellino ha replicato Arturo Diaconale, portavoce di Lotito, che se l’è presa anche con il presidente del Coni Giovanni Malagò. Il Milan, infine, ha fatto sapere di voler tornare in campo.
Angelo Caradonna

