GUAI SE FOSSE UNA CRISI D’IDENTITÀ

10 Dicembre 2015

Una frenata brusca quanto imprevista e sorprendente, una squadra del tutto sconosciuta che la sconfitta se l'è andata quasi a cercare con una condotta di gara incomprensibile. E sì, il Pescara di...

Una frenata brusca quanto imprevista e sorprendente, una squadra del tutto sconosciuta che la sconfitta se l'è andata quasi a cercare con una condotta di gara incomprensibile. E sì, il Pescara di Brescia non è piaciuto proprio, è sembrato smarrito, inconcludente, quasi l'esatto contrario di quel Pescara che, nel bene (spesso) e nel male (in rare occasioni) sta portando avanti un campionato più che dignitoso nel segno del gioco, dell'entusiasmo, del coraggio con cui ha provato a tenere testa a qualsiasi avversario. Quasi una crisi d'identità, si spera determinata esclusivamente dal modo insolito in cui è stata schierata la squadra. Per la prima volta dall'inizio della stagione Massimo Oddo ha provato infatti a ritoccare in maniera sostanziale l'assetto tattico della sua affidabile squadra con un inedito 4-1-4-1 che, probabilmente, ha avuto l'unico effetto di azzerare le tante certezze dei biancazzurri. Sì, al di là dei possibili meriti degli avversari, una squadra irriconoscibile rispetto a quella che appena tre giorni prima, nonostante qualche errore di troppo per scarsa concentrazione o cattiveria agonistica, aveva comunque subito una beffa chiudendo solo sul pari la sfida con lo Spezia, strapazzato per gran parte della gara. Quello resta, a mio avviso, il Pescara più affidabile, un punto di partenza imprescindibile anche in presenza di problemi che condizionano al momento il rendimento del collettivo. Sembra accusare una certa flessione Memushaj, elemento-chiave del centrocampo biancazzurro, fanno registrare qualche pausa sia Verre che Mandragora, danno l'impressione di perdere sicurezza in coppia Fornasier e Zuparic che stentano a trovare continuità, una serie di difficoltà contingenti che certo non aiutano ad accelerare quel processo di crescita che è d'obbligo attendersi da una squadra giovane e di indubbio talento. La strada da percorrere, in attesa di progressi, di recuperi importanti (Campagnaro e, finalmente, anche Sansovini) e magari anche di qualche aggiustamento di mercato (soprattutto per quel che riguarda esperienza e personalità), resta quella tracciata dallo stesso Massimo Oddo e che ha dato con largo anticipo a questa squadra un'identità affidabile che dalla piazza ha avuto finora solo consensi, anche nei momenti meno brillanti. Se andrà così quello di Brescia resterà solo un passo falso da riscattare in fretta.

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