Guana: manca la mentalità vincente

19 Ottobre 2014

Il centrocampista: «Dobbiamo lavorare tanto, al momento non siamo pronti per un campionato di vertice»

VICENZA. «Testa bassa e lavorare, lavorare lavorare». Così al termine della gara del Menti ha tuonato il capitano del Pescara, Roberto Guana, il solo dei giocatori biancazzurri a raggiungere la zona mista dopo il verdetto della sfida con il Vicenza: una sconfitta che brucia dopo le promettenti vittorie su Virtus Entella e Crotone, condite da otto gol. Il capitano ha reso merito agli avversari: «Il Vicenza ha fatto una buona partita», ha esordito, «mentre noi abbiamo cercato di ribattere, ma abbiamo trovato tante difficoltà, non siamo mai riusciti infatti a fare ciò che volevamo come nelle gare precedenti ed è arrivata questa sconfitta».

Guana ha provato anche a spiegare la condotta di gara del Pescara: «Se siamo stati attendisti?», ha chiarito. «Loro venivano ad attaccarci molto alti, siamo stati bravi a superare il primo pressing ma non il loro centrocampo, se fossimo riusciti a passar anche lì, probabilmente avremmo trovato delle buone giocate davanti; invece abbiamo peccato in fase di costruzione e questo ci ha portato a perdere la bussola».

Il ko del Menti non deve però rappresentare un dramma, su questo punto Guana è stato fin troppo categorico: «La sconfitta non ci ridimensiona affatto», ha sottolineato, «perché nel calcio ci sta anche di perdere e venivamo da due risultati consecutivi importanti, non eravamo fenomeni prima e non siamo diventati scarsi di colpo adesso dopo questo ko. Ripeto: c’è solo da tenere la testa bassa e continuare a pedalare, tanto, perché va detta la verità, in questo momento non abbiamo ancora la mentalità vincente per realizzare un campionato di vertice e questo aspetto deve essere ben compreso dall’ambiente. Ci stiamo lavorando da sempre, stiamo costruendo un buon giocattolo, i risultati non sono continui e a maggior ragione dobbiamo continuare a credere nei nostri mezzi per poter trovare una nostra precisa dimensione. Quindi per piacere non parliamo degli episodi», ha proseguito il capitano pescarese, «non c’entrano assolutamente nulla con quello che ho detto finora, c’è poco da recriminare sul risultato o da aggiungere altro quando si perde». Guana ha anche dettato le linee guida per risalire la china: «Ascoltiamo cosa ci dice il mister», ha chiosato, «e ritroviamo le certezze per scendere in campo con la mentalità giusta fin da subito, perché quando siamo andati sotto abbiamo iniziato a esprimere il calcio che volevamo, ma troppo tardi. Se, invece, partiremo convinti dal primo minuto non servirà più lo schiaffone per reagire. Questa parentesi deve essere un monito per il futuro». Il capitano ha rassicura anche sulla sue condizioni ed è tornato sull’errore del primo gol subìto: «Mentre stavamo crescendo nel primo tempo ho subito un contrasto duro», ha chiuso, «e sono rimasto a terra dolorante per diversi minuti, probabilmente abbiamo perso un po’ le distanze mentre il Vicenza ha trovato una giocata importante, proprio quando volevamo riprendere il gioco, salire e scappare, loro hanno infilato un pallone in area che ci ha presi in controtempo. Queste sono le incertezze su cui lavorare, siamo consapevoli a metà. Comunque sto bene, la fiducia sui miei compagni è totale e reciproca, andiamo avanti una partita alla volta e ci riprenderemo, già da sabato con il Carpi». Che ieri ha battuto 2-1 il Latina.

Federico Pampanin