Guanti, mascherine e gel: ecco il calcio a porte chiuse
Sono 250 le persone autorizzate all’ingresso nello stadio tra giornalisti, fotografi e personale di servizio. Misurazione della temperatura e niente conferenze
PESCARA. Mascherine, guanti e controllo della temperatura. Distanziamento la parola d’ordine, anche allo stadio Adriatico. Secondo gli ultimi dati forniti dal Pescara, saranno 250 le persone autorizzate ad accedere all’impianto tra giocatori, staff tecnici e medici, dirigenti, arbitri, operatori di pulizia, personale di sicurezza, steward, delegati di Lega e procura, addetti anti-doping e raccattapalle (tutti maggiorenni), giornalisti, fotografi e operatori tecnici.
L’Adriatico verrà diviso in tre zone: la prima comprende l’area tecnica (campo e bordocampo), gli spogliatoi e l’area flash per le interviste. La seconda include l’area media e le sale di controllo (ad esempio il Gos). Infine, la terza riguarda l’esterno, dove ci sono i parcheggi delle regie televisive e dei pullman delle squadre. Chi entrerà allo stadio avrà guanti e mascherine, ci sarà il gel igienizzante in ogni angolo, gli arbitri e le squadre arriveranno in maniera scaglionata allo stadio a 5-8 minuti di distanza gli uni dagli altri.
Gli spogliatoi verranno utilizzati prima dai titolari, poi dalle riserve, quello dell’arbitro sarà off-limits per i tesserati e prima del fischio d’inizio non si farà l’appello. «Bisognerà posizionare le distinte di gara su un tavolino adiacente al suo spogliatoio», spiega Massimo Mucciante, il responsabile comunicazione del Pescara. In campo arbitri e squadre dovranno entrare a 15-30 secondi di distanza. Cancellati i rituali pre-partita: i calciatori non potranno essere accompagnati dai bambini, stop a foto di squadra e strette di mano. Si entrerà sul terreno di gioco rispettando il distanziamento. Sono tre gli ingressi riservati al personale diverso dal “gruppo squadra”. Il primo accoglierà lo staff organizzativo del club, i dipendenti del Comune, i giardinieri e i raccattapalle. Il secondo i giornalisti (13), i fotografi e i produttori tv, mentre dal terzo varco entreranno il personale di sicurezza, le forze dell’ordine, gli steward e i sanitari del 118. I tre ingressi avranno delle stazioni di controllo per evitare il contagio con termoscanner a distanza e saturimetro. E chi avrà una temperatura corporea superiore a 37,5° resterà fuori. Inoltre, bisognerà firmare un’autocertificazione dichiarando di non avere avuto sintomi associabili al Covid-19 e di non aver avuto contatti con persone positive al virus negli ultimi 14 giorni.
I giornalisti verranno sistemati in una tribuna stampa all’aperto. «A fine partita non ci sarà la conferenza stampa “in presenza”, ma allenatori e giocatori risponderanno alle domande dei cronisti in videoconferenza», spiega il capo della comunicazione Massimo Mucciante. (l.d.m.)
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