Guidi: approccio sbagliato ma il pareggio è giusto

Il tecnico del Teramo: siamo stati superficiali, non so che cosa ci prende all’inizio Malotti recrimina su un episodio: «C’era anche un rigore netto alla fine per noi»
GUBBIO. Da portare in valigia, nel viaggio di ritorno a Teramo, ci sono la determinazione e la reazione che hanno portato alla seconda rimonta in una settimana per il Diavolo. Rispetto al Rocchi, il ribaltone si è interrotto prima del colpo grosso: per cui resta solo un punto che allunga la striscia di risultati positivi per i biancorossi, ma mette ancor di più in evidenza le due facce di una stessa medaglia. Da un parte l’approccio da censurare, dall’altra la forza mentale che ha portato al 2-2. Federico Guidi si tiene stretta quest’ultima ma non dimentica che va registrato qualcosa: «Abbiamo avuto un approccio da cancellare, siamo partiti male con errori ingenui e siamo andati sotto perché il Gubbio ha fatto meglio di noi nel primo tempo. Tuttavia», ha sottolineato l’allenatore del Teramo, «mi tengo stretta la reazione della squadra che alla fine mi ha dato la sensazione di poterla vincere e non di perderla. Peccato perché poteva starci un rigore per noi per un fallo di mano di Migliorini. Comunque il pareggio è giusto». Non fa notizia la rimonta, ma è diventata una costante anche l’approccio scarico o molle del Teramo. Si dovrà lavorare su questo fondamentale: «Se sapessi qual è il problema, lo risolverei», ha sorriso Guidi. «Siamo stati superficiali già sui primi palloni, che poi ci hanno precluso la possibilità di vincere la partita perché non è detto che poi si recuperano sempre due gol. Dall’altro lato restiamo sempre in vita, riusciamo a dare continuità a quello che facciamo e mostriamo una forza mentale di crederci e ribaltarla. Gli errori saranno analizzati, così come anche gli aspetti positivi». L’emblema della difficoltà del Teramo è stata la prova di Simone Iacoponi: «Ha sbagliato due palloni che non sono da lui, stava bene in settimana; lui e Soprano dovevano essere gestiti perché avevano giocato tantissimo. Simone viene da tempo di inattività, gli manca il ritmo gara. E’ una certezza, però noi non ci aspettiamo certi errori. Ha ampi margini di miglioramento. E’ fermo da tanto tempo, il ritmo partita lo troverà giocando. L’ho schierato da centrale anche per preservarlo fisicamente, da braccetto avrebbe sofferto di più», ha spiegato Guidi che poi ha cambiato la gara con i cambi fra l’intervallo e il 60’. «Sono entrati benissimo i ragazzi nella ripresa, ormai è una costante. Questo è un gruppo coeso, tutti si sentono protagonisti e mi sento soddisfatto e orgoglioso di loro e della partita. Chi è entrato ha cambiato la partita, abbiamo spinto per ribaltarla come a Viterbo». Guidi tornava a Gubbio, dove ha esordito su una panchina professionistica: «Al di là di come è finita, sono affezionato a questa piazza e riconoscente verso persone che hanno scommesso su di me alla prima esperienza fra i professionisti».
Fra i giocatori che hanno cambiato la sfida c’è Manuele Malotti, autore dell’assist per il 2-2 di D’Andrea: «E’ già la seconda partita che riusciamo a riprendere, vuol dire che la squadra è unita», le parole dell’attaccante. «E’ importante saperle riprendere, all’inizio avremmo preso una goleada, invece è già la seconda volta che rischiamo di ribaltarla. C’era anche un rigore netto alla fine per noi, abbiamo avuto occasioni per vincerla ma ci teniamo questo punto che sembrava impossibile all’intervallo». (l.b.)
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