Hakimi e Lukaku a segno Inter, sesta vittoria di fila

Primo tempo senza acuti, nella ripresa piegata la resistenza dello Spezia Conte realista: «Siamo poco creativi, ma anche stanchi. Il mercato? Vedremo»
MILANO. Massimo risultato con il minimo sforzo, forse anche qualcosa in meno. L'Inter batte lo Spezia 2-1 nell'ultima del 2020 a San Siro centrando la sesta vittoria consecutiva in campionato, un successo che porta la firma di Hakimi e Lukaku prima della rete allo scadere di Piccoli. Tre punti pesanti che permettono di rispondere al Mlan rimanendo in scia ai rossoneri a -1, forse l'unica vera buona notizia di giornata per la squadra di Conte. Perché i nerazzurri anche contro lo Spezia faticano, trovano pochi spazi, sono lenti e prevedibili lasciando addirittura il controllo della gara ai liguri (67% di possesso palla nella ripresa), insomma proseguono sulla scia negativa della prestazione vista con il Napoli. Manca la brillantezza e manca soprattutto la qualità, e non è un caso se qualcosa va meglio quando entra Sensi per il solito impalpabile Gagliardini (mentre Eriksen rimane in panchina). Ma, come contro i partenopei, alla fine quello che conta per l'Inter è il risultato, che permette di eguagliare l'inizio sprint dell'era Conte nel 2019/20 con sei successi consecutivi. Merito di una freccia come Hakimi, che sblocca il risultato a inizio ripresa su una cavalcata delle sue, lanciato da Lautaro e conclusa con un destro sul primo palo. Un lampo nel deserto con un primato per il marocchino, primo difensore interista capace di segnare quattro gol nelle prime tredici presenze nella sua stagione d'esordio, ma l'Inter prima e dopo fa poco per andare a cercare la vittoria. Certo, a inizio gara Lukaku e Young hanno sfiorato il vantaggio, ma la spinta offensiva nerazzurra si è sostanzialmente esaurita subito, anche a causa dei troppi errori tecnici di Brozovic e compagni. Serve una mano, nel vero senso della parola, di Nzola a mettere in tasca i tre punti all'Inter. Il tocco con il braccio del centravanti infatti porta Fabbri, dopo la revisione al Var, a concedere il calcio di rigore che l'implacabile Lukaku insacca spiazzando Provedel. La gara dei nerazzurri finisce in pratica qui, perché nel finale non riesce nemmeno più a ripartire e si limita a chiudersi, con il passaggio al 5-4-1 che, come contro il Napoli, non aiuta ad uscire dalla propria area. Tanto che lo Spezia ci crede, con Gyasi che insacca ma in fuorigioco, prima della zampata di Piccoli all'ultimo minuto che sembra dare qualche speranza alla squadra di Italiano. Ma non c'è nemmeno più tempo per il classico brivido finale per l'Inter, perché il minimo sforzo stavolta basta per i tre punti. Ora per i nerazzurri non resta che completare un 2020 tra alti e bassi con la trasferta di Verona contro l'Hellas, dove Conte punterà ad allungare a sette la striscia di successi consecutivi, che sarebbe un record per la sua avventura a Milano. Ci sarà un Vidal in più, visto il rientro del cileno nell'ultima mezzora contro lo Spezia: quantità e qualità importante per ridare vigore a tutta la squadra, con un occhio sempre all'idea del sorpasso e del Natale in vetta.
«Abbiamo concesso poco, ma nel primo tempo non abbiamo creato tantissimo. C’è un po’ di stanchezza, ma è fondamentale stringere i denti e terminare questo ciclo di partite», il commento di Antonio Conte, «comunque è la sesta vittoria di fila, ben vengano questi risultati». Sul mercato, poi, il tecnico nerazzurro si esprime così: «A gennaio sarà giusto fare qualche valutazione con la società per capire cosa fare in maniera serena. Papu Gomez? Ho troppo rispetto verso i miei calciatori per parlarne».
Roberto Di Candio

