Hamren ha un piano: sfrutteremo le punizioni

17 Giugno 2016

Il ct della Svezia preoccupato: «L’Italia contro il Belgio mi ha davvero impressionato»

DALL’INVIATO A TOLOSA. Un Galileo dei nostri giorni non avrebbe dubbi a costo di smentire la scienza ufficiale: non è Ibrahimovic che ruota attorno alla Svezia ma la nazione scandinava che gira intorno a Zlatan. E il campione di origine bosniaca non ha certo difficoltà a calarsi nella parte di pianeta principale del sistema solare. È lo sportivo più popolare del suo paese ma non ha gradito il fatto che lo collocassero dietro a Bjorn Borg nella hit-parade di tutti i tempi. Certo, Ibra ha vinto 13 campionati in quattro leghe diverse ma sullo scenario internazionale è ancora fermo a “0 tituli”, come sostiene Mourinho, suo grande estimatore che lo sta portando a Manchester. La Svezia non è certo una sprovveduta del calcio e vanta nel salotto di casa anche l’argento ai Mondiali del 1958 alle spalle del Brasile di Pelè. Ma qella era la Svezia di Liedholm, Nordahle Hamrin mentre oggi la nazionale scandinava è dieci gregari e un campione. È vero che ha vinto l’ultimo Europeo Under 21 ma in prima squadra i talenti in erba non sono ancora sbocciati. E allora tutto passa inevitabilmente per i piedi e le spalle larghe di Ibrahimovic che non ha certo paura di assumersi le responsabilità. Nella partita d’esordio con l’Irlanda non si è sintonizzato sulle sue abituali frequenze ma è riuscito comunque ad incidere offrendo a Clark la palla per l’autogol. Certo, potrebbe essere distratto dalle sirene di mercato, ma per lui è anche una delle ultime possibilità a livello internazionale. Erik Hamren, con quella espressione da professore di liceo capitato per caso in panchina, sta attento a non turbare il suo gioiello.

«Su Ibra ci sono da sempre voci di mercato – afferma il Ct scandinavo – e non lo hanno mai disturbato».

Hamren è consapevole che la qualificazione passa per la sfida di oggi ma la vittoria dell’Italia sul Belgio ha probabilmente minato qualche sua convinzione.

«Contro il Belgio mi ha davvero impressionato. Non ha le stelle del passato ma è solida in difesa e forte anche in attacco. I tre centrali difensivi poi sono fortissimi e noi dovremo sfruttare al meglio le situazioni di calcio da fermo e nello stesso tempo stare attenti ai loro inserimenti dove sono maestri come ha dimostrato il primo gol con il Belgio». (v.b.)

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