Higuain ai saluti col Milan Gattuso l’esclude e si sfoga

21 Gennaio 2019

Il bomber destinato al Chelsea non convocato per la gara di oggi contro il Genoa L’allenatore: «Alla vigilia del match il peggior allenamento della mia gestione» 

MILANO. In attesa del trasferimento al Chelsea, la storia di Gonzalo Higuain al Milan si è sostanzialmente conclusa quando Gattuso, dopo un faccia a faccia nel suo ufficio a Milanello, lo ha escluso dai convocati per la trasferta con il Genoa (si gioca oggi alle 15).
L’allenatore giura di «non essere deluso» dall’epilogo, ma c’è probabilmente una morale nel ricordo autobiografico rievocato per commentare le difficoltà di adattamento vissute dall’attaccante e, prima ancora, da Bonucci. «Successe anche a me, dopo 14 stagioni di Milan, andai in un contesto piccolo al Sion. Dopo 3-4 giorni mi prese la scimmia di abbandonare: non ero a mio agio, non mi divertivo», ha raccontato, «mi dissi che dovevo fare il passo indietro. Allora ti immedesimi negli altri, non rompi le scatole. Bisogna essere bravi a mettersi a disposizione, non andare alla ricerca delle cose perfette».
Vengono in mente i gesti di stizza di Higuain verso i compagni quando la palla non gli arrivava tra i piedi, e di sicuro altro è andato storto nei sei mesi a Milanello. Soprattutto nell’ultimo. «Questa situazione in questo periodo non ci ha aiutato», ha osservato Gattuso, schietto a tal punto da rivelare che la rifinitura «è stato uno dei più brutti allenamenti» della sua gestione. «Queste chiacchiere vanno messe da parte, è una squadra preoccupata», e dal canto suo Higuain «non era pronto a livello fisico e mentale per andare a fare la guerra».
Da domani dovrebbe poter contare su Piatek, intanto l’allenatore evita ogni commento: «Parlo spesso coi miei dirigenti, non è vero che c’è una guerriglia in atto. La società ci dà le linee guida. Vediamo se possiamo fare qualcosa». Il focus è su una trasferta da affrontare senza gli squalificati Romagnoli, Calabria e Kessie, e da vincere nella corsa al quarto posto con Roma, Lazio e Atalanta. «Un obiettivo molto, molto difficile: non dobbiamo perdere tempo e energie», ha sottolineato Gattuso, che a Marassi sarà in tribuna, squalificato per le proteste con l’arbitro dopo la Supercoppa italiana: «Chiedo scusa. Ero arrabbiato nero e mi sono comportato da dilettante, ho perso la testa. Anche alle 5 di mattina», ha fatto mea culpa, «anche per il gesto di nervosismo con un giornalista a Malpensa. Mi sono meritato l’espulsione, dovevo portare rispetto, non dire ciò che pensavo. Contesto solo una cosa: se c’è la Var si usa». Con altrettanta franchezza Gattuso ha liquidato l’orgoglio di aver tenuto testa alla Juve: «Possiamo mettercelo anche... La coppa è nella loro bacheca».