I calciatori chiedono il rinvio ma la Lega ordina: «Si gioca»

21 Agosto 2018

L’Aic rinuncia allo sciopero e vuole lo slittamento delle prime due giornate Tommasi pronto a far partire un'azione legale «per le pressioni dei club» 

PESCARA. Niente sciopero, ma una richiesta di rinvio delle prime due giornate. La Lega di B, però, risponde picche e quindi il campionato inizierà regolarmente. Sabato pomeriggio (ore 18) il Pescara farà il suo debutto a Cremona. La linea dura dell’Aic (Associazione italiana calciatori) non è passata e lo sciopero per dire no alla riduzione del numero dei club (da 22 a 19) - decisa dalla Lega B e appoggiata dal commissario della Figc Roberto Fabbricini dopo la mancata iscrizione di Bari, Cesena e Avellino - non si farà. Ieri a Roma c’è stato un lungo e acceso dibattito con i calciatori convocati da Damiano Tommasi in rappresentanza di alcune delle 19 società di B che si sono espressi con posizioni diverse. Per il Pescara erano presenti il portiere Vincenzo Fiorillo e il centrocampista Andrea Palazzi. Nella riunione non è stata trovata una sintesi e l’ipotesi di una scelta dura e clamorosa è stata accantonata. Niente sciopero, quindi, ma permane lo stato di agitazione in attesa di eventi che, però, non dovrebbero cambiare. Venerdì, quindi, con l’anticipo Brescia-Perugia comincerà il campionato «Siamo pronti», ha detto il presidente di Lega B, Mauro Balata.
Tra i calciatori, però lo stato d’agitazione resta anche senza il blocco del campionato. Nel frattempo, però, il direttivo di Lega Pro domani si riunirà a Roma e fa sapere che «potrebbe, molto probabilmente, essere deciso di posticipare la data di presentazione del calendario del campionato». Insomma la B dice che giocherà regolarmente la prima giornata, ma i nodi non sono stati sciolti tutti: il braccio di ferro infatti prosegue, perché dopo la riunione di ieri a Roma, l'Assocalciatori insiste sull'opportunità di rimandare almeno le prime due giornate. «In questi giorni faremo approfondimenti con i calciatori», dice il presidente dell'Aic, Damiano Tommasi. «Rimane lo stato di agitazione e continuiamo a ritenere che sarebbe più opportuno quantomeno rinviare le prime due giornate per aspettare il pronunciamento del Collegio di Garanzia del Coni». La data limite è quella del 7 settembre, giusto il tempo di bloccare le prime due giornate di B e attendere un pronunciamento che secondo Tommasi «non è così certo dia ragione alla federazione e alla Lega». Ecco, secondo l'Aic, il perché di tanta «fretta» della Lega di iniziare prima che l'organo di garanzia facente capo al Coni rischi di far tornare il format del campionato a 22 squadre. Per questo Tommasi denuncia «pressioni» da parte dei club e l’Aic è pronta a denunciarli per comportamento antisindacale: più di qualche società, infatti, avrebbe chiesto ai capitani di firmare un impegno scritto a non scioperare.
«Forse, neanche le società si rendono conto di quello che hanno generato: domani potrebbero trovarsi in altre categorie e subire la stessa decisione», lascia intendere Tommasi, che parla di «precedente pericoloso» e di eventuali «azioni legali», auspicando al contempo un passo indietro di Mauro Balata con il quale, assicura, «ci sentiremo nelle prossime ore». Ma la risposta del presidente della serie B è sempre la stessa: «La B a 19 squadre è un bene per il sistema calcio, siamo pronti a cominciare». Ciò che, invece, «probabilmente» non farà la Lega Pro e il motivo si intuisce: il presidente Gravina - alleato di Tommasi (e di Sibilia della Lnd) nella lotta per tornare a votare in Figc - spera che il Coni ribalti la decisione di Balata e Fabbricini .
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