I dieci comandamenti per fare fuori i tedeschi

2 Luglio 2016

Il primo è il più importante: aiuta il compagno più di te stesso

INVIATO A BORDEAUX. Il Monte Sinai di “Mosè Conte” a Bordeaux è il ponte d'Aquitania e per superare indenne le acque della Garonna tempestate di squali tedeschi ha portato con sè le tavole. Dieci comandamenti tattici, tecnici e psicologici per avere ragione del nemico e approdare in terra santa che per l’occasione è Marsiglia, teatro della semifinale della prossima settimana contro Francia o Islanda. Dieci regole dettate dal nostro selezionatore profeta che i discepoli azzurri seguiranno nel dettaglio.

Aiuta il prossimo più di te stesso. È il principio base della filosofia di gioco di questa Nazionale che non avendo stelle in organico necessita della massima collaborazione tra i giocatori e tra i reparti. Lo ha confermato lo stesso Barzagli nei giorni scorsi quando ha detto che è l’aiuto reciproco a rendere la difesa italiana la più forte di tutte.

Corri più degli avversari. L’Italia è la squadra che ha macinato più chilometri e questo aspetto è determinante per avere ragione della Germania, squadra muscolare, tecnica ma che si è un po’ tikitakizzata e che potrebbe soffrire i polmoni da maratoneta.

Prendi possesso del centrocampo. La sfida di marzo all’Allianz Arena ha lasciato il segno. Con il lento Montolivo e il più lento Thiago Motta, il centrocampo sembrava la mappa della Germania al tempo del II Reich e questo non deve assolutamente ripetersi.

Argina le tre mezzepunte. Draxler, Ozil e Mueller sono i pezzi pregiati dell’argenteria di famiglia tanto che Goetze, il risolutore della finale mondiale, probabilmente partirà dalla panchina. È da evitare l’”uno contro uno” perchè tutti e tre sanno saltare l’uomo e hanno il tiro nel repertorio.

Osa e inserisciti. Il“catenaccio totale” brevettato da Conte prevede difesa e ripartenze ma anche inserimenti ed in questo dovranno essere bravi Giaccherini e Parolo (se giocherà De Rossi) o Sturaro che già con la Juve ha creato un dispiacere al Bayern.

Ruba la palla. In un quarto di finale tutto è lecito e il recupero del pallone è un’arma letale per trasformare l’azione da difensiva in offensiva.

Non desiderare il gioco altrui. Sarebbe un grave errore imitare il gioco della Germania e fare del possesso palla una filosofia di vita. L’oggetto del desiderio è il gol e la gestione del pallone può tenersela anche l’avversario.

Onora la maglia azzurra. E come potrebbe non essere così. Il condottiero Conte è dal 18 maggio a Coverciano che alimenta lo spirito patriottico come neanche fossimo si tempi del Risorgimento.

Induci in tentazione Che sarebbe la presunzione tedesca di poter battere agevolmente l’Italia facendosi forte della quarta stella conquistata a Rio e della recente amichevole di Monaco. Una Germania narcisa e tentata dalla manifesta superiorità potrebbe anche incorrere in errori fondamentali.

Santifica la festa. Oggi si onora Sant' Ottone di Bamberga che non è proprio originario del Salento però sai che bello battere la Germania proprio quando il calendario celebra un beato nato in Baviera?

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