I personaggi del calcio dilettantistico

4 Dicembre 2019

VASTO. Centrocampista argentino classe 1996, cresciuto nella cantera del River Plate, determinato, piedi buoni, dinamico e ragazzo dal cuore d'oro: Angelo Cernaz è una delle punte di diamante della...

VASTO. Centrocampista argentino classe 1996, cresciuto nella cantera del River Plate, determinato, piedi buoni, dinamico e ragazzo dal cuore d'oro: Angelo Cernaz è una delle punte di diamante della Bacigalupo Vasto Marina e come tale sta ricevendo delle richieste da club di categoria superiore nella finestra del mercato invernale dei dilettanti. È arrivato in Italia due anni e mezzo fa tramite Gerardo Masini. Dopo aver vestito la maglia dell'Atletico Platense è arrivato in Italia perché il fratello più piccolo giocava nel Pescara Primavera come attaccante. La prima parte della stagione l'ha giocata nel 2017-2018 con la squadra dell'Eccellenza sarda, Calangianus. A dicembre la chiamata dell'Apd Casalbordino. Un matrimonio calcistico che ha scalfito in positivo la vita di Cernaz soprattutto dal punto di vista umano, visto che ha conosciuto l’allenatore Roberto Cesario e il figlio Michele. «Il mister mi ha subito buttato nella mischia e fatto giocare titolare», spiega il forte mediano argentino. «Con lui ho avuto un feeling particolare a livello umano prima che calcistico son dai primi giorni, e la stessa cosa è avvenuta con il bomber (Michele Cesario, ndc). Mi ha aiutato molto a integrarmi nel gruppo, mettendomi subito a proprio agio. Sul campo abbiamo disputato una stagione da protagonisti, con una finale play off e la Coppa Italia» ha sottolineato. «E' stato il primo a provarmi da mediano, prima avevo sempre giocato da mezzala o trequartista. In quella posizione sono riuscito a esprimermi meglio», ha ammesso Cernaz. «A fine stagione sono tornato in Argentina ma ho mantenuto i contatti con Michele Cesario che mi ha convinto a venirlo a trovare a Vasto in estate. Quando sono arrivato mi hanno parlato della Bacigalupo Vasto Marina e della possibilità di giocare in Promozione e piano piano mi ha convinto a fare parte del progetto biancazzurro. Per me padre e figlio erano già importanti, come una seconda famiglia. Poi, è arrivata anche la possibiltà di vivere insieme a Michele nello stesso condominio del mister». Vivere insieme ha fortificato ulteriormente il rapporto sia con l'attaccante del Vasto Marina che con il tecnico, tanto che oltre a dividere casa con Michele dividono spesso anche le strigliate: «La mamma di Michele spesso ci sgrida perché non laviamo i piatti», sorride Cernaz. «Con Roberto, invece, condividiamo spesso anche il pranzo. La signora è a lavoro e io e Michele sfruttiamo le doti culinarie del mister».
«Per me Angelo è un fratello», sottolinea Michele Cesario. «Nel calcio spesso si parla di amicizia superficialmente, lui invece è un amico vero. Il nostro è un rapporto che va ben oltre il rettangolo di gioco, un affetto che viene prima del pallone».
Tiziana Smargiassi
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