I PROTAGONISTI dei campionati dilettantistici

25 Gennaio 2018

I gol, la pizzeria, la piccola Giorgia e un futuro da allenatore. Passioni, lavoro, famiglia e sogni. E zero rimpianti: «Ho rifiutato tante volte la serie D, ma non me ne pento. Ho sempre scelto le...

I gol, la pizzeria, la piccola Giorgia e un futuro da allenatore. Passioni, lavoro, famiglia e sogni. E zero rimpianti: «Ho rifiutato tante volte la serie D, ma non me ne pento. Ho sempre scelto le squadre in base ai valori umani dei dirigenti e dei compagni e non in base alla categoria». Fabio Lalli, 32 anni appena compiuti, è il re dei bomber abruzzesi dilettantistici. Duecentosei gol in carriera e una grande responsabilità, la più importante della carriera: essere il capitano del Chieti e riportare i neroverdi in serie D. Dalla scuola calcio Pretaro al settore giovanile del Pescara, dai gol in coppia con Daniel Ciofani a quelli che fanno sognare i tifosi teatini. Lalli è nato con il pallone tra i piedi. «Quando ho compiuto quattro anni, i miei genitori come regalo di compleanno mi hanno portato alla scuola calcio Pretaro. Il mio primo allenatore è stato l'indimenticabile Pietro Castignani». Poi il passaggio al Francavilla e alla Delfino Flacco, dove a 13 anni viene visionato da alcuni osservatori che lo portano al Pescara. Dagli Allievi alla Primavera con l'allenatore Antonio Di Battista che lo fa giocare esterno destro di centrocampo. «Sono diventato attaccante per caso», racconta Lalli. «Il mister mi vedeva esterno e non facevo nemmeno una partita. Poi, durante gli allenamenti di Natale, mancavano gli attaccanti perché i giocatori di fuori erano tornati a casa per le vacanze. Così il mister, quasi obbligato, mi schierò attaccante e feci tre gol in amichevole. Giocai spesso con Ciofani, che è rimasto un amico». L'attaccante marsicano è arrivato in serie A, Lalli è stato fermato nel secondo anno di Primavera da un grave infortunio al tendine rotuleo: un anno di stop e fine dell'esperienza con il Pescara. E' ripartito dall'Eccellenza con il Ripa Teatina di Gabriele Marchesani, poi Sulmona, Spal Lanciano, Francavilla, Rc Angolana e Chieti. «Gli attaccanti più forti con i quali ho giocato insieme sono Giuseppe Catalli, Maurizio Tacchi e Roberto Contini. Il difensore più forte che ho incontrato è stato Enrico Odoardi, mio compagno di squadra a Ripa. L'allenatore a cui sono più legato è Paolo Savini». Anche Lalli vuole diventare allenatore. «Mi piacerebbe prendere il patentino e arrivare a 40 anni già alla guida di una prima squadra». Il calcio non è tutto nella vita di Fabio. Il capitano del Chieti gestisce la pizzeria Albatros a Francavilla al Mare. «Porto avanti l'attività di mio padre Domenico insieme a mio fratello Massimo e a mia sorella Federica. Quest'anno l'Albatros compie 40 anni». Nel 2015 si è sposato con Francesca e ad agosto del 2017 in casa Lalli è arrivata la piccola Giorgia. «Diventare padre è un'emozione indescrivibile». I tifosi del Chieti gli chiedono di vincere il campionato. «Ci proveremo: Chieti è la piazza più calorosa nella quale ho giocato in tutti questi anni. Mi piacerebbe andare per la prima volta in D con questa maglia». (g.g.)
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