I protagonisti del calcio dilettantistico

PENNE . Simbolo e numero 10 biancorosso da tre stagioni, Cristian Cacciatore, insieme a capitan Francesco D’Addazio, è sempre più anima e cuore del Penne. Piedi fatati, gran fisico, ed una grande...
PENNE . Simbolo e numero 10 biancorosso da tre stagioni, Cristian Cacciatore, insieme a capitan Francesco D’Addazio, è sempre più anima e cuore del Penne. Piedi fatati, gran fisico, ed una grande facilità di segnare e mandare in gol i compagni, Cacciatore è sicuramente uno dei giocatori più forti in Eccellenza. Il curriculum d’altronde non mente, è di quelli importanti. A non mentire, come sempre, nel calcio sono i numeri. Quelli di Cacciatore sono davvero importanti, con 130 gol tra Eccellenza, serie D e C2, e a vederlo giocare si ha la sensazione che forse avrebbe potuto calcare anche palcoscenici più illustri. Ma il calcio è così, si sa. Cresciuto nelle giovanili biancorosse, con cui ha segnato reti a raffica dai Pulcini ai Giovanissimi, passando per il campionato Esordienti, il forte attaccante classe 1984 è passato al primo anno di Allievi al Pescara, dove è rimasto legato fino ai vent’anni. Nella stagione 2005-06 è poi passato all’Atri, dove ha conosciuto la sua prima esperienza in Eccellenza. Cacciatore, ai tempi 21enne, ha chiuso la sua prima esperienza in Eccellenza con 15 reti all'attivo. Gol e prestazioni che lo hanno portato a metà della stagione successiva a vestire la maglia del Rieti in C2. Esperienza condita da 16 presenze e una rete. Poi tanti anni sulla cresta dell’onda tra serie D ed Eccellenza con Centobuchi, Renato Curi Angolana, Maceratese e Sambenedettese. La consacrazione arriva poi con il Matelica, dove il bomber segna la bellezza di 42 reti in due stagioni e trascina i marchigiani in serie D. Quindi il passaggio al Pineto, con l'ennesima promozione in D da protagonista, e poi il ritorno a casa a Penne. «Dopo tanti anni nelle Marche», racconta Cacciatore, «sono tornato in Abruzzo a Pineto quando ho saputo che mia moglie Silvia (pennese doc) era incinta della mia prima figlia, Carlotta. Poi è arrivata Camilla». Dopo Pineto il ritorno a Penne, oramai il biancorosso è la tua seconda pelle vero? «Oramai considero Penne la mia seconda città, la frequento da quando avevo 5 anni per via del calcio. Poi qui ho anche studiato e adesso ci vivo insieme a mia moglie e le mie figlie. Ci tengo a ringraziare la mia famiglia, alla quale tolgo molto tempo, e anche il Penne che mi mette sempre al centro del progetto». Dal punto di vista sportivo la speranza dei tifosi è di vedere Cacciatore per sempre in biancorosso. «Spero di chiudere la carriera al Penne, società dove sono cresciuto. È naturale che non vorrò mai essere un peso per nessuno considerando che mi piacerebbe giocare fin quando il fisico mi assiste, insomma fin quando penso di poterci stare». A vedere i risultati Cacciatore ci sta e ci sta anche bene al Penne. Domenica al rientro contro il Bagicalupo Vasto, dopo uno stop di tre settimane, ha siglato una doppietta decisiva salendo a quota 8 in classifica marcatori, niente male per in classe 84’.
Francesco Bellante
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