I tifosi: dacci la Champions

Giornata blindata per Ronaldo, ma a Torino arrivano in migliaia per osannarlo
TORINO. L'idea «folle», come definisce il passaggio di Cristiano Ronaldo alla Juventus, risale allo scorso aprile e a quel gol in rovesciata nell'Allianz stadium che scatenò l'ovazione dei tifosi bianconeri per l'attaccante portoghese. A svelare il retroscena, nel giorno della presentazione a Torino del giocatore, è Fabio Paratici. «Nei giorni successivi alla Champions ho sentito il suo procuratore (Jorge Mendes, ndc), che mi ha riferito dell'emozione del giocatore per quell'applauso», ha rivelato il ds bianconero, ai microfoni di Sky. «Mi disse: “un giorno vorrebbe giocare alla Juve”. E io gli risposi: “un giorno...”». I sogni son desideri, diceva Cenerentola, ma questa volta la favola era destinata a diventare realtà. «Quando ci siamo incontrati per definire l'affare-Cancelo», prosegue Paratici seduto la fianco di Ronaldo durante la conferenza stampa, al contrario di Agnelli e Marotta mischiati tra i giornalisti, «Mendes mi ha spiegato la situazione. Ne ho parlato con il presidente, perché la cosa più difficile era far quadrare i conti». Andrea Angelli «si è preso un paio d'ore e poi mi ha detto 'vai avanti’». E l'opportunità era davvero concreta. Era «un'occasione unica di portare un giocatore che è universalmente riconosciuto come il più forte del mondo, il più determinante, quello che ha vinto più titoli», ha sottolineato Paratici. « Quando poi le trattative sono fatte tra due grandi club, quasi delle istituzioni, come Juve e Real Madrid, e hai la volontà del giocatore e una grande professionalità dei suoi agenti, diventa più facile fare business e fare i trasferimenti».
Migliaia di tifosi per il primo giorno di Ronaldo a Torino. L’hanno finalmente l'hanno visto in carne e ossa, l'hanno ammirato, emozionati e festanti, mentre entrava e usciva dalla sede e dal centro l'allenamento bianconeri, dal J Medical dove ha sostenuto le visite mediche, dall'Allianz Stadium, dove ha tenuto la conferenza stampa durata mezz'oretta mentre fuori infuriava un violento temporale e molti fans erano costretti alla fuga per cercare riparo. Rapide apparizioni, ma tanto basta. Un giorno da delirio. «Portaci, portaci, portaci la Champions», hanno gridato, assiepati dietro le transenne, sporgendosi per avere un autografo o per fare un selfie con 'CR7' che si era appena materializzato. Per il popolo juventino la Champions è un'ossessione, una chimera dalla notte di Roma del '96.
Ecco perché a Ronaldo - che di Champions ne ha vinte 5, le ultime tre consecutive - hanno subito ribadito quale è il loro primo desiderio. Il cielo si era appena fatto chiaro su Torino quando i primi tifosi sono arrivati nei pressi del JMedical, dal nord Italia ma anche dalle regioni del Centro e del Sud, per guadagnarsi un posto in prima fila nel 'CR7 Day', il primo da bianconero.

