Iachini-Cantagalli, si tratta D’Alberto riapre il dialogo

7 Giugno 2019

L’ingegnere che vuole comprare il club incontra il gestore del Bonolis nell’ufficio del sindaco. Tifoseria in ansia, la risposta alla nuova offerta entro 48 ore  

TERAMO. La trattativa per la gestione dello stadio si è riaperta proprio quando sembrava essersi definitivamente arenata. È stata una giornata vissuta con il fiato sospeso, quella di ieri, in casa Teramo. La schiarita tra l'imprenditore Franco Iachini e il gestore del Bonolis Sabatino Cantagalli è arrivata nella sede del Comune al termine di un incontro durato due ore nella stanza del sindaco Gianguido D'Alberto. Vista l'importanza e la delicatezza del momento un centinaio di tifosi, tra i quali una delegazione di ultrà, si sono dati appuntamento all'esterno del Municipio per fare sentire la loro voce intonando cori del tipo "Il Teramo siamo noi" e "Rispettate la tradizione".
Durante il summit, voluto da D'Alberto dopo la fumata nera del giorno prima, non sono mancati i toni accesi. Sembra che Iachini, stando ad alcuni rumors, si sia spinto ad alzare l'offerta a Cantagalli fino a 3 milioni di euro, andando ben oltre la proposta iniziale che era stata respinta (1 milione e 100mila euro per la gestione e 350mila euro per il rifacimento del manto e altre manutenzioni). Il gestore del Bonolis si è preso 48 ore di tempo per dare una risposta al 55enne ingegnere teramano. A parlare, al termine dell'incontro, poco prima delle 20, è stato il sindaco D'Alberto: «È stata una riunione lunga e impegnativa», ha detto il primo cittadino di Teramo, «e la trattativa si è riaperta con una nuova base di offerta. Il Comune non può entrare sui numeri e sulle volontà imprenditoriali, che restano pianamente autonome. Il nostro ruolo è innanzitutto giuridico, perchè c'è una concessione e lo stadio è un bene di proprietà comunale, poi abbiamo svolto un ruolo di mediazione per dare un supporto. La volontà sulla prosecuzione della trattativa, ci tengo a sottolinearlo, è rimessa a Iachini e Cantagalli. Noi abbiamo fatto il nostro, adesso attendiamo che nelle prossime ore ci siano sviluppi».
Tra oggi e domani, dunque, si attendono novità dopo la nuova proposta formulata al gestore dello stadio. La giornata di ieri si era aperta con la conferenza stampa di Franco Iachini, che dalla sua azienda, prima dell'incontro pomeridiano dal sindaco, aveva ripercorso le tappe dell'intera trattativa fino alla fumata nera di mercoledì. «Il debito complessivo del Teramo», ha detto l'imprenditore teramano, «è di poco inferiore ai quattro milioni di euro, di cui il sottoscritto si sarebbe accollato oltre due milioni, mentre Campitelli si è assunto l'impegno di stornarmi nei prossimi tre anni la parte restante, garantendo fideiussioni personali a me rilasciate. Per lo stadio ho formulato l’offerta, decurtando dai ricavi lordi della struttura i costi di gestione e moltiplicando il tutto per i 17 anni di gestione residua. Volevo conferire gratuitamente la parte sportiva dello stadio al Teramo Calcio, ragionando in chiave futura, per risolvere definitivamente l'annoso problema del Bonolis. La mia offerta per lo stadio», ha aggiunto Iachini, «comprendeva sia la parte sportiva che commerciale. Cantagalli mi ha chiesto 5 milioni di euro. Evidentemente, quando si spara alto, è perchè non si vuole cedere. Per me prendere il Teramo e avere la gestione dello stadio sono due operazioni inscindibili».
In chiusura del suo discorso Iachini si è anche commosso. La commozione ha invece caratterizzato diverse fasi della conferenza stampa del presidente Luciano Campitelli, che ha parlato nel primo pomeriggio allo stadio non riuscendo a trattenere le lacrime. «Non facciamoci scappare Iachini», ha detto il patron biancorosso, «l'unico imprenditore che ha la forza per riportarci in B. Un'alternativa a lui non esiste, perciò se non dovesse essere trovato un accordo con Cantagalli per il Bonolis il Teramo andrebbe verso la liquidazione. Io non posso rimproverarmi nulla. In questi 11 anni ho fatto l'impossibile per questa società e ne vado fiero. Mi rivolgo al sindaco D'Alberto. È ora che la politica intervenga seriamente per risolvere una volta per tutte la vicenda stadio». Il Teramo è pronto a vivere altre ore decisive per il suo futuro.
Gaetano Lombardino
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