Iaconi difende Iachini e il Teramo: «Orgogliosi dell’ottavo posto»

17 Maggio 2020

TERAMO. Un'ora e venti minuti di conferenza stampa per interrompere un silenzio che durava da più di quattro mesi. Ieri mattina il direttore generale del Teramo Andrea Iaconi ha parlato a 360 gradi...

TERAMO. Un'ora e venti minuti di conferenza stampa per interrompere un silenzio che durava da più di quattro mesi. Ieri mattina il direttore generale del Teramo Andrea Iaconi ha parlato a 360 gradi sotto lo sguardo del presidente Franco Iachini, che è rimasto per tutto il tempo poggiato sulla porta d'ingresso della sala stampa del Bonolis ed è più volte intervenuto per puntualizzare alcuni concetti. Il silenzio stampa è finito, ma non per i giocatori. Da lunedì, oltre al presidente, potranno parlare soltanto Iaconi, il ds Sandro Federico e il tecnico Cetteo Di Mascio.
Il bilancio. «Non deve esserci delusione», ha detto Iaconi, «perché siamo orgogliosi di essere arrivati ottavi. Avevamo chiesto a Tedino di entrare tra le prime dieci. Al presidente ho sempre detto che per fare calcio servono strutture, settore giovanile e plusvalenze e, come conseguenza dei primi tre punti, i risultati. Siamo partiti da zero e se non ci fosse stato Iachini il Teramo avrebbe corso il serio rischio di non prendere parte al campionato («Campitelli non voleva iscrivere il Teramo, questa è la verità», ha sottolineato il presidente). In questa stagione Iachini ha investito circa 8milioni di euro, tra stadio, prima squadra e prima tranche dei debiti pregressi. Il presidente è amareggiato perché non ha ottenuto ciò che qualcuno gli aveva promesso. Abbiamo fatto un lavoro importante nel settore giovanile, investendo 500mila euro complessivi, con 59 giocatori nuovi e mettendo sotto contratto per cinque anni un profilo di assoluto valore come Di Mascio. Perciò non capisco le critiche dei giornalisti e le illazioni di questi mesi. Qualcuno ha strumentalizzato il termine bonifica, che ho utilizzato all'inizio, ma non volevo offendere nessuno. Ho sentito delle cattiverie nei miei confronti forse perché sono di Giulianova? Nel 2020 facciamo ancora questi discorsi? Serve una crescita di mentalità. Siamo felici di aver raddoppiato le presenze allo stadio e di aver triplicato gli abbonamenti. I tifosi sono stati gli unici ad averci capito davvero e li ringraziamo». A proposito dell'allestimento della rosa: «Abbiamo ingaggiato 23 giocatori, spendendo per i cartellini un totale di 25mila euro. Non è affatto vero che siamo una delle squadre più costose della serie C. Da qualche elemento ci aspettavamo di più, però la rosa è di qualità e c'è una base dalla quale ripartire. Tedino? Lo abbiamo esonerato non per motivi tecnici, ma perché non andavamo più d'accordo. L'addio di Infantino? Prima della gara di coppa Italia contro il Fano, ad agosto, ci disse che voleva subito il rinnovo di contratto, altrimenti si rifiutava di giocare. Per me chi ragiona così non può stare qui. Non ha avuto pazienza, per il rinnovo doveva aspettare fino a settembre».
Il futuro. «Siamo fermi su tutti i fronti», ha detto Iaconi, «attendiamo novità dal consiglio federale. Mi auguro che ci sia una riforma della Lega Pro perché il vero problema di questa categoria sono i ricavi». Iachini ha ribadito anche ieri che non è intenzionato a proseguire da solo.
Grana Bonolis. L'Anac ha ritenuto inammissibile la questione sollevata dal Comune sulla legittimità dei requisiti che nel 2008 permisero alla ditta dell'imprenditore Sabatino Cantagalli di prendere la gestione dello stadio. Spetta adesso al sindaco D'Alberto capire come sbrogliare la delicata matassa.
Gaetano Lombardino
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