Iaconi: «Melegoni vale Machìn, la squadra di Pillon resta da A»

2 Febbraio 2019

PESCARA. Andrea Iaconi non ha dubbi. Pescara Brescia si giocheranno la promozione in serie A fino al termine del campionato. Quasi quindici anni alle dipendenze del Delfino (dal 1993 al 2008) e tre...

PESCARA. Andrea Iaconi non ha dubbi. Pescara Brescia si giocheranno la promozione in serie A fino al termine del campionato. Quasi quindici anni alle dipendenze del Delfino (dal 1993 al 2008) e tre stagioni e mezza in Lombardia, dal 2011 a febbraio del 2015, il direttore sportivo di Giulianova anticipa i temi della sfida di domani sera (ore 21) all’Adriatico soffermandosi sulle mosse di mercato dei dirigenti biancazzurri. I tifosi pescaresi sono delusi per il mancato arrivo di un bomber, ma Iaconi li invita a non drammatizzare. «Di certo sarebbe stato utile avere un elemento in grado di irrobustire il reparto offensivo», afferma il 66enne dirigente, «ma è facile parlare dall’esterno. Nel mercato non è semplice portare a termine determinate trattative. Inoltre, c’è Mancuso che ha già segnato 12 gol giocando da punta centrale e con un innesto in attacco sarebbero cambiati gli equilibri. Ad esempio, se fosse arrivato Daniel Ciofani, Pillon avrebbe dovuto utilizzare un modulo diverso dal 4-3-3, oppure conservarlo e riportare Mancuso sulla fascia sinistra. Insomma, il mancato arrivo di un centravanti non è una tragedia».
Anche la partenza di Mancin ha lasciato perplessi molti sostenitori pescaresi. «L'ho avuto a Brescia e sinceramente non mi ha mai convinto. Machìn ha grandi mezzi tecnici, però è un calciatore di difficile collocazione. Certo, avrà tempo e modo per migliorare e trovare un ruolo preciso, ma non credo che sia un'assenza pesante per il Pescara. In organico c'è Filippo Melegoni che non lo farà rimpiangere».
All’Adriatico andrà in scena la sfida a distanza fra Donnarumma e Mancuso. «Lo ammetto, mi sono sbagliato su entrambi. Non pensavo che potessero diventare due grandi bomber. Stanno facendo un grande campionato, anche se il vero giocatore insostituibile nel Brescia è Tonali. Lo presi dopo il fallimento del Piacenza quando aveva 15 anni, ora ne ha 20 ed è già un fenomeno. Cellino è un manager straordinario: ha preso il Brescia per 6,5 milioni di euro e ora può incassarne dai 30 a 40 per Tonali, che è stato richiesto ufficialmente da Juve, Chelsea e Liverpool».
Tornando al match di domani, Iaconi delinea i tratti delle due squadre. «Il Brescia esprime un calcio molto offensivo, le squadre di Corini sono propositive e organizzate. Se il tecnico riuscirà a registrare qualcosa in difesa, le Rondinelle andranno in serie A. Il Pescara è più attento nella fase difensiva e nelle ultime due partite non ha incassato reti. È vero, a Livorno ha giocato male, però ha ugualmente mosso la classifica». I tifosi pescaresi si aspettano una prova convincente. «Devo incitare i calciatori come hanno sempre fatto, quest'anno il Pescara ha l'occasione per tornare in serie A. Non c'è una squadra ammazza-campionato e, nonostante il mercato non abbia portato rinforzi di spessore, il Delfino è sempre stato nelle prime posizioni. E la stessa società ha già ottenuto due promozioni nella massima serie. La rosa è all’altezza di lottare per la A, per conquistarla servono fiducia, entusiasmo e serenità». (g.t)
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