Iaconi: Teramo, avvio da retrocessione

Serie C, il dg analizza la crisi: «Qualcuno sta rendendo meno del previsto. Tedino non rischia, ma deve trovare una soluzione»
TERAMO . A Teramo è ancora allarme rosso. Nove punti in altrettante gare, 15° posto in classifica, 4 ko in trasferta e una squadra tutta da decifrare. Il dg Andrea Iaconi, 66 anni, da 40 anni sulla breccia, esplora la crisi del Diavolo tratteggiando le criticità e analizzando il futuro.
Iaconi, il Teramo è in crisi. Cosa sta succedendo?
«Sono cose che possono accadere. Quando c’è un progetto nuovo, può capitare di incappare in situazioni negative. Il Teramo è una scatola vuota, che pian piano deve essere riempita. C’è una società nuova, 24 giocatori appena arrivati e da far integrare, come lo stesso allenatore. Senza considerare alcuni problemi logistici che non sono dipesi dalla società, come i campi d’allenamento o la mancanza dello stadio. Qui siamo partiti da zero ed è normale che qualcosa possa andare per il verso sbagliato».
D’accordo, ma a livello tecnico cosa non va?
«Non mi nascondo, sinceramente pensavamo di aver allestito una rosa all’altezza delle prime 7-8 del girone, ma purtroppo non è andata così. La nostra è una partenza da retrocessione. Tuttavia, bisogna dire che in certe partite siamo stati davvero condannati dagli episodi negativi».
Nove punti e solo due vittorie conquistate, con 4 ko esterni in 5 gare. La posizione di Tedino è a rischio?
«L’allenatore non è in discussione, ma serve una svolta. Questa avventura l’abbiamo iniziata insieme e la finiremo insieme. Tedino è un grande allenatore, però è pur vero che bisogna uscire al più presto da questa situazione pericolosa».
Si aspettava di più da qualche giocatore?
«Mi aspettavo di più da tutti. La cosa che mi ha fatto più arrabbiare è legata alla poca concentrazione in alcuni frangenti delle partite. Abbiamo gettato all’aria punti in almeno tre gare, come quella di Potenza. Serve più attenzione da parte di tutti. Il gruppo è sano, tengo a precisarlo, ma forse qualcuno non si è ancora calato alla perfezione in questa realtà. Mi aspettavo di più da tutti, nessuno escluso. E mi riferisco anche alla città».
Ovvero?
«La tifoseria ci è vicina, abbiamo aumentato gli abbonamenti e triplicato le presenze allo stadio. L’affetto della gente è notevole, ma la risposta del tessuto imprenditoriale cittadino è nullo. Una squadra importante, un presidente ambizioso e con molto entusiasmo, eppure il Teramo, per dirne una, non ha lo sponsor sulla maglia. C’è poco interesse nei confronti di questo progetto ambizioso. Negli ultimi 30 anni, forse, solo Pietro Scibilia ai tempi del Pescara ha fatto sforzi economici importanti come sta facendo Iachini. Questa cosa deve far riflettere».
Solo otto gol realizzati finora. Non le sembra che al Teramo manchi un bomber di razza in grado di fare la differenza?
«Forse qualcosa manca o abbiamo sbagliato alcune scelte. Vedremo più avanti, ma nelle difficoltà si vede il gruppo e la forza di questo Teramo deve emergere adesso. Io ci credo».
Ci sono dei giocatori che l’hanno colpita?
«Federico Viero (mediano 19enne arrivato dal Sassuolo, ndr) secondo me tra due anni giocherà in serie A. Anche il difensore Matteo Piacentini ha davanti un futuro molto importante. Non dimentico Simone Santoro, altro giocatore molto interessante che abbiamo preso dal Palermo».
Domenica al Bonolis arriva la Paganese. È un bivio decisivo?
«Sì, lo è per tutti. Se si continua così a gennaio saremo costretti a prendere dei provvedimenti e qualcosa dovremo cambiare. Anch’io non sono esente da colpe e ci metto la faccia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

