Iannascoli molla: «Ci ritiriamo»

Il Pescara rinuncia alla serie A dopo le tensioni con i giocatori e l’ombra del calcioscommesse
PESCARA. Questa volta è davvero finita. Il Pescara calcio 5 si ritira dal campionato di serie A e domani non sarà in campo a Milano per la terzultima gara della regular season. Dopo le minacce dei giorni scorsi, ieri sera la società ha deciso di rinunciare al massimo campionato e di ritirare anche le squadre giovanili, nonostante ieri l’under 19 abbia battuto il Civitella Sicurezza nei play off. Scompare così il futsal pescarese e un club glorioso che ha iniziato l’attività nel 1999 ed ha disputato 12 campionati consecutivi di A vincendo 1 scudetto, 2 coppe Italia, 2 Supercoppa e 1 coppa Italia Under 21, oltre a decine di titoli regionali in tutte le categorie giovanili, ed è stata eletta nel 2016, quando fu finalista di Uefa Futsal Cup, sesta squadra al mondo.
La società ha preso questa decisione in seguito alle polemiche emerse con la squadra. In particolare, dopo la denuncia alla Procura federale del presidente Danilo Iannascoli su una presunta combine, con un giocatore del Pescara che avrebbe scommesso sulla sconfitta dei biancazzurri e sarebbe anche andato a riscuotere la vincita. Un'accusa che è stata immediatamente respinta dai calciatori, che, tramite l’Aic, hanno anche denunciato il fatto di non ricevere i rimborsi da cinque mesi. Il club la scorsa settimana ha ribadito, che, con il totale disimpegno degli sponsor e, a seguito della rinegoziazione e modifica degli accordi economici con i giocatori nel mese di dicembre, ha provveduto a corrispondere buona parte delle spettanze. I rapporti, però, tra squadra e società non si sono più risanati e ieri è arrivato il triste epilogo. Domani, quindi, la squadra non si presenterà in campo a Milano e il Delfino rischia delle pesanti multe. I giocatori verranno svincolati e alcuni hanno già degli accordi per andare a giocare all’estero. «Sono deluso e distrutto», ha detto il presidente Danilo Iannascoli. «Penso di aver dato tantissimo a questa disciplina, sia per la mia città e la mia regione, che per tutto il movimento italiano», dice il patron, che ha pubblicato un lunghissimo messaggio su Facebook. «Nell’ultimo anno sono state tante le ingiustizie che abbiamo dovuto subire», ed elenca le squalifiche scaturite dalla scorsa finale play off, passando per la squalifica del PalaRigopiano. «Abbiamo accettato tante sconfitte, abbiamo accettato di dover scontare squalifiche vergognose, ma non accetteremo mai di leggere e di ascoltare le parole irrispettose e ingiuriose da parte di chi non conosce le regole del calcio dilettantistico», un chiaro riferimento alla squadra. «e da chi è stato trattato non da tesserato, ma da componente di una famiglia: tutti lautamente rimborsati, sia se a disposizione, sia in caso contrario malgrado squalifiche per doping o per gravi scorrettezze che avrebbero dovuto essere causa di rescissione contrattuale». E poi Iannascoli torna a parlare della presunta combine. «Non possiamo accettare, soprattutto, di dare l’opportunità di far indossare la maglia biancazzurra a chi può aver scommesso sulla sconfitta della propria squadra - la nostra squadra - disonorandone il nome e la storia, falsando il corretto svolgimento del campionato». Ha concluso Iannascoli, che, però, manda un messaggio piuttosto chiaro: «Vi prometto che comincerò un’altra sfida affascinante in un’altra disciplina, tentando di rivincere un altro scudetto». La famiglia Iannascoli potrebbe ripartire dal basket o dalla pallavolo, con una storica società pescarese che si è già fatta avanti. (l.d.m.)
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