Iannone, ancora una giornata no

Il pilota vastese costretto al ritiro al 10° giro. Solo 6 i punti in classifica
LE MANS. Adesso non resta che sperare nella buona sorte, che almeno regali qualche giornata felice, meglio se sulle piste di casa, al Mugello o a Misano. Perché quello di ieri a Le Mans, dopo neanche dieci giri, per Andrea Iannone rischia di essere più che un semplice ritiro, un problema tecnico, ma quasi una resa, un addio a ogni sogno di gloria. Certo, gran parte della responsabilità va attribuita a una Aprilia davvero deludente, ma dal box non manca chi fa discretamente notare che la “seconda” guida, Aleix Espargarò, ieri dodicesimo, finora ha collezionato 22 punti mondiali, contro i miseri 6 del pilota vastese. Come dire, noi i problemi ce li abbiamo, ma il “Maniaco” non ha ancora trovato il modo di gestirli. E dopo l'esperienza tutt'altro che felice in Suzuki, Iannone rischia di scivolare molto indietro nelle considerazioni dei manager delle scuderie più titolate. E sarebbe un grosso peccato perché sul piano squisitamente tecnico tutti considerano Iannone perlomeno nella “top ten” dei piloti. Ma poi per tradurre le potenzialità in rendimento serve altro. Tornando alla gara, c'è da dire che si era capito già dalla vigilia che non sarebbe stata una giornata luminosa. Iannone, reduce dall'infortunio che lo aveva costretto a saltare il Gp di Spagna, dopo prove non esaltanti e relative scivolate, aveva fallito clamorosamente anche le qualifiche, finendo ultimo. «Siamo stati davvero sfortunati, con le gomme rain non andavo male, potevo stare intorno al settimo posto», ha detto prima della gara, «ma quando sono uscito per fare il tempo con le gomme slick si è rimesso a piovere. E adesso affrontare la gara in queste condizioni non sarà facile». Infatti, sono bastati pochi chilometri per capire che non era il caso di illudersi. Un discreto via, un paio di posizioni risalite, altre guadagnate per guai altrui, ma nulla di che. E dopo qualche giro di bagarre con Syahrin, eccolo rientrare ai box, con lo sguardo basso verso il propulsore Aprilia, ancora una volta tutt'altro che amico. Ora si spera nel Mugello.
Walter Nerone

